L'importante è che la morte ci colga vivi (Marcello Marchesi)
martedì 26 febbraio 2013
DEFINITIVO CAPOLINEA DEL PONTE DI MESSINA
domenica 14 ottobre 2012
MESSINA: ADDIO SOGNI DI GLORIA
giovedì 16 agosto 2012
MESSINA: IL PONTE CHE NON CI SARA' LO PAGHEREMO LO STESSO
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/15/ponte-o-morte-ciucci-non-si-arrende-e-promette-soldi-per-appalti/326096/
chiaramente il fine di Ciucci non è quello di fare l'opera ma di spendere i soldi dei contribuenti come meglio gli aggrada per fare e ricevere favori dalle imprese coinvolte che guadagneranno soldi per appalti indebitamente concessi prima e, come penale per la mancata esecuzione, poi. Chiaramente le leggi in vigore lo proteggono da qualsiasi azione di responsabilità. Se lo scrivono onorevoli del Parlamento italiano, sarà vero o almeno ci salva tutti da una querela. Mi meraviglia che non se ne siano accorti prima: bastava leggerci!
giovedì 20 ottobre 2011
MESSINA: IL PONTE FINITO NEL CESTINO DEI RIFIUTI
QUESTO PONTE NON S'HA DA FARE!
Prevederlo era facile, visto che lo sapeva anche il Berluskazz. Infatti allegato al progetto che nessuno ha mai visto non c'è uno straccio di relazione tecnica che possa convincere chicchessia di una convenienza economica alla realizzazione dell'operetta. Però il miliardo di euro che si sono già intascati non lo tireranno fuori di sicuro e ci vorrà una sollevazione popolare per costringere il capofila dei costruttori del ponte a non riscuotere le penali che gentilmente il governo aveva loro concesso. Non si era mai visto un committente che mette la penale sopra se stesso, ma questa banda di manipolatori del regime pubblicitario ne ha combinate più di "Carlo in Francia".
Ora che si affretti il Berluskazz a levare i soldi destinati al Ponte dal bilancio dello Stato, scoprirà che il "buco" da ripianare è più piccolo di 9 miliardi. Più dei quattrini che pensa di ricavare con un altro indegno condono...
domenica 21 agosto 2011
APPROVATO IL PROGETTO DEL PONTE DI MESSINA, SIAMO ALLA FOLLIA
Si narra che nel 250 a.C. per trasbordare 140 elefanti catturati ai cartaginesi, al console Lucio Cecilio Metello era venuto in mente di costruire un ponte che collegasse la Sicilia al continente. E che poi il progetto si fosse arenato per la paura che la faraonica struttura non reggesse il passaggio dei corpulenti pachidermi. Un paio di millenni più tardi ci si riprovò ma da subito gli ingegneri più avveduti sconsigliarono vivamente la costruzione di un’opera così monumentale per le impervie condizioni ambientali dello stretto, i fondali irregolari, le burrascose correnti, le raffiche di vento, l’elevata sismicità… Nel 1985 è Bettino Craxi ad annunciarne la prossima realizzazione. Un testimone che l’attuale presidente del Consiglio non poteva non raccogliere… E infatti pochi giorni fa la notizia ufficiale che, tuttavia, il premier Berlusconi ha preferito non sbandierare nel suo inconsistente intervento alla Camera e al Senato, forse per evitare polemiche: il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina è stato approvato. Con la viva e vibrante soddisfazione, per dirla con Crozza, dello stesso Silvio Berlusconi, di Gianni Letta, del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, e dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina e presidente dell’Anas Pietro Ciucci. Quello che sembrava uno spettro lontano prende orribilmente corpo: un ecomostro lungo oltre 3,5 chilometri sospeso a quattro cavi d’acciaio con due piloni posti sulle sponde. Per realizzarlo servono poco meno di 9 miliardi di euro, due in più di quelli precedentemente ipotizzati. Praticamente il costo di una Finanziaria, poco meno del fabbisogno delle principali banche italiane, un decimo del finanziamento dello Stato per il Servizio Sanitario Nazionale (già ampiamente ridotto). 9 miliardi di euro. Una parte ce li metteremo noi, dirottandoli da grandi arterie ferroviarie e stradali che avrebbero urgente bisogno di interventi ben più cospicui di quelli fin qui destinati, o che magari potevano essere utilizzati per la ricostruzione (mai iniziata) dell’Aquila. Un’altra ancora (circa 4 miliardi di euro) verrebbe raccolta sui mercati finanziari ma a nessuno sorge il dubbio che in questo momento di grave crisi dalle conseguenze incalcolabili possa essere un pò complicato racimolarli… La terza tranche verrebbe dall’Unione europea. Peccato che l’Ue sembra voler voltare le spalle all’inutile e pericolosa costruzione e che i fondi verranno convogliati sul “corridoio” Berlino-Palermo che è da anni bloccato a Napoli. Ora, ammesso e non concesso che Berlusconi troverà i fondi mancanti, sottraendone magari altri alla sanità, alla scuola pubblica o alla ricerca resta un banalissimo interrogativo: come la mettiamo con le frane a rotta di collo sul versante messinese e ancora peggiori sul fronte calabrese? E con la relazione di progetto in cui c’è scritto che quella è una delle zone a maggior rischio idrogeologico d’Italia? E con gli elevatissimi rischi sismici paventati da autorevoli geologi? E una volta completato dovremo testarlo con 140 elefanti prima di farlo attraversare da migliaia di camion e automobili? Perché dunque questa ostinazione nel voler realizzare un’opera così pericolosa e per niente redditizia dal momento che le grandi strutture di questo tipo, dal Golden Gate Bridge al Canale sotto la Manica sono tutte in perdita? Forse la risposta ce la fornisce il diplomatico americano J. Patrick Truhn, console generale a Napoli in cinque dispacci datati tra il 2008 e il 2009 e pubblicati da Wikileaks: “La mafia potrebbe essere tra i principali beneficiari della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina”… |
giovedì 31 dicembre 2009
PRIMA PAGINA PER IL BERLUSKAZZ CHE COMPRA UN' AUTO DA PUTIN. OLTRE LA RISATA, LA DISINFORMAZIONE AVANZA.
LA FARSA IN PRIMA PAGINA DEI QUOTIDIANI. TU RIDI DELLE SCOMMESSE TRA PUTIN E IL BERLUSKAZZ E INTANTO LORO DUE - INSIEME - FANNO IL SERVIZIETTO ALL' ITALIA TUTTA.
E PROPRIO MENTRE CHIUDONO GIUSTAMENTE LO STABILIMENTO FIAT DI TERMINI IMERESE ( E' ANTIECONOMICO PRODURRE AUTO LI' ) E MOLTO MENO GIUSTAMENTE QUELLO DI POMIGLIANO D' ARCO ( CHE AVREBBE BISOGNO DI VEDERE ALLONTANATI I FINTI LAVORATORI, E VEDER AIUTATI I MOLTI CHE AL LAVORO CI VANNO PER DAVVERO ).
LA NOTIZIA. IL BERLUSKAZZ PERDE UNA SCOMMESSA DI EFFICIENZA CON PUTIN E DEVE ACQUISTARE UN FUORISTRADA PRODOTTO DA SOLLERS-FIAT, LO UAZ PATRIOT, COSTRUITO NELLE LANDE SPERDUTE DI VLADIVOSTOCK.
VABBE', CHE CE FREGA? DIRETE VOI ...
MA UNA FABBRICA FIAT ALL' ESTERO CHE PRODUCE AUTO IN CULO AL MONDO - PERDONATE L' EFFICACIA IRRIVERENTE DELL' ESPRESSIONE - COME FA A COSTARE MENO DI UN' AUTO PRODOTTA NEL CENTRO DEL MEDITERRANEO? EPPURE LI' UN PONTE SULLO STRETTO NON CE LO VOGLIONO FARE ...
RISATE AMARE.
DELOCALIZZAZIONE DEL LAVORO.
IO NON CI TROVO NIENTE DA RIDERE.
domenica 27 dicembre 2009
NO PONTE!
ECCO IL LOGO DEL MOVIMENTO CONTRO IL PONTE DI MESSINA RETENOPONTE.IT :
L LEXDC E' VICINO ALLE POPOLAZIONE CHE SARANNO MORTALMENTE COLPITE DALLA TRAGEDIA DEL PONTE SULLO STRETTO. PERDERANNO CASE, TERRITORIO, IDENTITA' E MOLTI SARANNO COSTRETTI ALL' EMIGRAZIONE. CHI RIMARRA' VEDRA' UNA STRUTTURA MEGALITICA SOFFRIRE E SOCCOMBERE SOTTO LA PIAGA DELLA MANUTENZIONE ESATTAMENTE COME OGGI ACCADE ALL' AUTOSTRADA SALERNO-REGGIO CALABRIA.
IL MINISTRO FANTOCCIO MATTEOLI HA POSATO UFFICIALMENTE LA PRIMA PIETRA DI UN LAVORO CHE ALLO STATO ATTUALE NON HA ANCORA UN PROGETTO ESECUTIVO, MA CHE HA RIEMPITO LE TASCHE DEGLI AMICI DEGLI AMICI, SIA A ROMA CHE IN CALABRIA CHE IN SICILIA PER LA CIFRA DI UN MILIARDO DI EURO.
AL CONTRARIO I LAVORATORI DEI TRAGHETTI CHE RIMARRANNO DISOCCUPATI SI AVVIERANNO TRISTEMENTE VERSO L' EMIGRAZIONE FORZATA IN LOMBARDIA PER CERCARE LAVORO PER SOPRAVVIVERE.
NO PONTE!
ECCO IL LOGO DEL MOVIMENTO CONTRO IL PONTE DI MESSINA RETENOPONTE.IT :
L LEXDC E' VICINO ALLE POPOLAZIONE CHE SARANNO MORTALMENTE COLPITE DALLA TRAGEDIA DEL PONTE SULLO STRETTO. PERDERANNO CASE, TERRITORIO, IDENTITA' E MOLTI SARANNO COSTRETTI ALL' EMIGRAZIONE. CHI RIMARRA' VEDRA' UNA STRUTTURA MEGALITICA SOFFRIRE E SOCCOMBERE SOTTO LA PIAGA DELLA MANUTENZIONE ESATTAMENTE COME OGGI ACCADE ALL' AUTOSTRADA SALERNO-REGGIO CALABRIA.
IL MINISTRO FANTOCCIO MATTEOLI HA POSATO UFFICIALMENTE LA PRIMA PIETRA DI UN LAVORO CHE ALLO STATO ATTUALE NON HA ANCORA UN PROGETTO ESECUTIVO, MA CHE HA RIEMPITO LE TASCHE DEGLI AMICI DEGLI AMICI, SIA A ROMA CHE IN CALABRIA CHE IN SICILIA PER LA CIFRA DI UN MILIARDO DI EURO.
AL CONTRARIO I LAVORATORI DEI TRAGHETTI CHE RIMARRANNO DISOCCUPATI SI AVVIERANNO TRISTEMENTE VERSO L' EMIGRAZIONE FORZATA IN LOMBARDIA PER CERCARE LAVORO PER SOPRAVVIVERE.
