L'importante è che la morte ci colga vivi (Marcello Marchesi)

"L'importante è che la morte ci colga vivi" (Marcello Marchesi)

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martedì 26 febbraio 2013

DEFINITIVO CAPOLINEA DEL PONTE DI MESSINA

Poiché il prossimo primo marzo saremo in assenza di un governo in pienezza di mandato che possa deliberare l’atto aggiuntivo indispensabile alla sua realizzazione, possiamo dire che si metterà fine per sempre all’ultimo progetto inutile quanto faraonico voluto dal governo Berlusconi: il ponte sullo stretto di Messina. L’atto aggiuntivo è richiesto dalla legge, che vuole anche il rispetto perentorio del termine del primo marzo. L’odierno Consiglio dei Ministri ha ascoltato la relazione di Corrado Passera, ministro per le infrastrutture, che ha certificato “l'assenza delle condizioni necessarie per l'emanazione di un decreto legge di proroga del termine per la stipula dell'atto aggiuntivo (fissato al 1 marzo 2013), come era stato richiesto dal Contraente generale”. Il ministro ha spiegato ai suoi colleghi che “il Contraente generale è receduto dal contratto lo scorso novembre e, in seguito, ha impugnato di fronte al Tar del Lazio la nota con cui Stretto di Messina Spa si opponeva al recesso. La relazione ha sottolineato inoltre l'assenza delle condizioni necessarie per l'emanazione di un decreto legge di proroga”. Complessa è la partita legale da spiegare, ma il risultato è semplice. Questo inutile ponte del malaffare non si farà.
Gli avversari più agguerriti del megaprogetto sono stati insieme a tanti italiani, Fai, Italia Nostra, Legambiente, Man e Wwf che hanno inviato ieri una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti con l’invito a chiudere definitivamente la vicenda: “Nelle parole di Corrado Passera la conferma dei nostri timori su possibili forzature all'esame del Consiglio dei Ministri di oggi sul ponte sullo Stretto di Messina. E' un bene che il Governo abbia deciso di non procedere con la proroga per decreto del termine perentorio del primo marzo 2013 entro il quale Stretto di Messina SpA (concessionaria pubblica) e il General Contractor Eurolink (capeggiato da Impregilo) dovrebbero presentare l'atto aggiuntivo al contratto vigente, sospeso con il decreto sviluppo-bis n. 179/2012, convertito nella legge 221/2012. Ora, se non saranno mantenuti gli impegni questa vicenda sarà da considerarsi chiusa, dopo 10 anni di inutili progettazioni (nel 2003 è stato presentato il progetto preliminare) e senza che ancora sia stata dimostrata la fattibilità tecnica ed economico-finanziaria del ponte sospeso (stradale e ferroviario) più lungo del mondo (3.3 km di lunghezza, sorretto da torri di circa 400 m di altezza), localizzato in una delle aree a più elevato rischio sismico e di maggior pregio naturalistico del Mediterraneo.
Infatti, dal primo marzo, se non ci sarà un atto aggiuntivo, si deve mettere la parola fine al progetto del ponte sullo Stretto di Messina e cancellare la Stretto di Messina SpA; lo richiede la legge. D'altra parte, come da noi sottolineato nella lettera inviata ieri al Presidente del Consiglio Monti, un provvedimento del Governo sarebbe stato un'ingiustificabile strappo istituzionale, compiuto da un esecutivo in  scadenza, e rispetto alle stesse norme volute dal Governo e approvate dal Parlamento nelle quali, nel caso non venga rispettato il termine perentorio del primo marzo 2013 per la stipula dell'atto aggiuntivo, si stabilisce che: 1. siano caducati tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale, 2. si proceda con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri alla liquidazione della Stretto di Messina SpA (come viene stabilito ai comma 8 e 9 dell'art. 34-decies della legge n. 221/2012)”. 

domenica 14 ottobre 2012

MESSINA: ADDIO SOGNI DI GLORIA

Finalmente e definitivamente archiviato dal governo Monti il megagalattico e inutilizzabile progetto del Ponte di Messina. Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente: “Finalmente archiviato il faraonico quanto inutile (e dannoso) progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Bene ha fatto il Governo a mettere la parola fine a questa farsa che non è servita ad altro che a sperperare i soldi pubblici. Per bloccare questo sperpero, vista anche la penale di 300 milioni di euro da pagare per aver cancellato il progetto, si sciolga immediatamente la società Stretto di Messina, che pesa ancora sulle nostre tasche perché in attesa di scioglimento sin dal governo Prodi, e che altrimenti rischiamo di dover finanziare anche in futuro”. In effetti la società, guidata dal presidente Anas Pietro Ciucci per volontà dell’ex presidente del Consiglio Berluskazz, è stata in tutti questi anni il prototipo perfetto dell’azienda-veicolo della politica per dirottare quattrini dei contribuenti verso clientele e potentati: anche la penale di 300 milioni sarà un guadagno netto per Eurolink, la società creata dall’ATI guidata da Impregilo, il Contraente Generale che aveva firmato l’accordo con il ministro Altero Matteoli.

Nella decisione del governo devono aver inciso anche le scosse del terremoto notturno del  28 e 29 settembre vicino a Scilla, dopo il quale un appello era stato lanciato anche dal Wwf: “Forse è giunto il momento  che il Governo dei tecnici colga l'occasione per porre  fine alla scandalosa "avventura" del ponte sullo Stretto di Messina, utilizzando gli 8,5 miliardi di euro previsti per la sua costruzione per l'adeguamento antisismico delle aree metropolitane di Reggio Calabria e Messina e la messa in sicurezza del gravissimo dissesto idrogeologico, aggravato da un'estate di fuoco devastante”. Scongiurato così anche lo spettro dell’emigrazione per le famiglie dei dipendenti marittimi del sistema dei traghetti che collegano Reggio Calabria a Messina, visto che i soldi dell’appalto pubblico sarebbero rimasti in tasca ai contractors come gli eventuali pedaggi ipotizzati per passare dal Continente alla Sicilia e viceversa. Aldilà dei problemi forse irrisolvibili di natura tecnica per la realizzazione dell’opera – una campata unica stradale e ferroviaria lunga come nessun’altra la mondo in una situazione sismica unica con 6 terremoti catastrofici in appena due secoli – i costi di realizzazione e manutenzione dell’opera sarebbero stati talmente enormi e impossibili da sostenere che in appena pochi anni il manufatto sarebbe stato abbandonato al suo destino, viste le ingenti risorse che avrebbe drenato al bilancio dello Stato.

giovedì 16 agosto 2012

MESSINA: IL PONTE CHE NON CI SARA' LO PAGHEREMO LO STESSO

Gli ultimi sviluppi sul caso "Ponte di Messina" confermano, come da anni andiamo dicendo, che nel nostro paese si è affermata una classe di pseudo imprenditori politici per i quali non conta realizzare infrastrutture e altre opere per modernizzare l'Italia ma solo impegnare capitoli di spesa miliardari in progetti faraonici (ottimo ingrediente della propaganda del regime pubblicitario) di cui potersi appropriare spendendo il meno possibile e incamerando tutti i quattrini disponibili, e oltre. Infatti, come scrive Il Fatto Quotidiano, c'è in giro una interrogazione parlamentare sui misfatti di Pietro Ciucci che, a dispetto della volontà del governo Monti e della Commissione Europea di cassare l'opera voluta dal berluskazz, continua a spendere i soldi che gli furono allegramente messi a disposizione

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/15/ponte-o-morte-ciucci-non-si-arrende-e-promette-soldi-per-appalti/326096/

chiaramente il fine di Ciucci non è quello di fare l'opera ma di spendere i soldi dei contribuenti come meglio gli aggrada per fare e ricevere favori dalle imprese coinvolte che guadagneranno soldi per appalti indebitamente concessi prima e, come penale per la mancata esecuzione, poi. Chiaramente le leggi in vigore lo proteggono da qualsiasi azione di responsabilità. Se lo scrivono onorevoli del Parlamento italiano, sarà vero o almeno ci salva tutti da una querela. Mi meraviglia che non se ne siano accorti prima: bastava leggerci!

giovedì 20 ottobre 2011

MESSINA: IL PONTE FINITO NEL CESTINO DEI RIFIUTI

Ormai è ufficiale: il Ponte sullo stretto di Messina non è tra le opere fondamentali dell'Unione Europea. Quindi non potendo pocciare QUATTRINI alle mammelle della Commissione di Bruxelles, il Berluskazz e il codazzo di affaristi romano-lombardo-calabro-siculi (e poi dicono della mafia!) dovranno costruirselo con i soldi nostri. E visto che il Presidente del Coniglio va ripetendo in giro che soldi non ce ne sono,




QUESTO PONTE NON S'HA DA FARE!



 



Prevederlo era facile, visto che lo sapeva anche il Berluskazz. Infatti allegato al progetto che nessuno ha mai visto non c'è uno straccio di relazione tecnica che possa convincere chicchessia di una convenienza economica alla realizzazione dell'operetta. Però il miliardo di euro che si sono già intascati non lo tireranno fuori di sicuro e ci vorrà una sollevazione popolare per costringere il capofila dei costruttori del ponte a non riscuotere le penali che gentilmente il governo aveva loro concesso. Non si era mai visto un committente che mette la penale sopra se stesso, ma questa banda di manipolatori del regime pubblicitario ne ha combinate più di "Carlo in Francia".



Ora che si affretti il Berluskazz a levare i soldi destinati al Ponte dal bilancio dello Stato, scoprirà che il "buco" da ripianare è più piccolo di 9 miliardi. Più dei quattrini che pensa di ricavare con un altro indegno condono...


domenica 21 agosto 2011

APPROVATO IL PROGETTO DEL PONTE DI MESSINA, SIAMO ALLA FOLLIA

LEGGO E RIMANDO DA WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT L'ARTICOLO DI STEFANO CORRADINO SULLE NOVITA' RIGUARDANTI IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA:










Si narra che nel 250 a.C. per trasbordare 140 elefanti catturati ai cartaginesi, al console Lucio Cecilio Metello era venuto in mente di costruire un ponte che collegasse la Sicilia al continente. E che poi il progetto si fosse arenato per la paura che la faraonica struttura non reggesse il passaggio dei corpulenti pachidermi.



Un paio di millenni più tardi ci si riprovò ma da subito gli ingegneri più avveduti sconsigliarono vivamente la costruzione di un’opera così monumentale per le impervie condizioni ambientali dello stretto, i fondali irregolari, le burrascose correnti, le raffiche di vento, l’elevata sismicità…



Nel 1985 è Bettino Craxi ad annunciarne la prossima realizzazione. Un testimone che l’attuale presidente del Consiglio non poteva non raccogliere… E infatti pochi giorni fa la notizia ufficiale che, tuttavia, il premier Berlusconi ha preferito non sbandierare nel suo inconsistente intervento alla Camera e al Senato, forse per evitare polemiche: il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina è stato approvato. Con la viva e vibrante soddisfazione, per dirla con Crozza, dello stesso Silvio Berlusconi, di Gianni Letta, del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, e dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina e presidente dell’Anas Pietro Ciucci.



Quello che sembrava uno spettro lontano prende orribilmente corpo: un ecomostro lungo oltre 3,5 chilometri sospeso a quattro cavi d’acciaio con due piloni posti sulle sponde. Per realizzarlo servono poco meno di 9 miliardi di euro, due in più di quelli precedentemente ipotizzati. Praticamente il costo di una Finanziaria, poco meno del fabbisogno delle principali banche italiane, un decimo del finanziamento dello Stato per il Servizio Sanitario Nazionale (già ampiamente ridotto).



9 miliardi di euro. Una parte ce li metteremo noi, dirottandoli da grandi arterie ferroviarie e stradali che avrebbero urgente bisogno di interventi ben più cospicui di quelli fin qui destinati, o che magari potevano essere utilizzati per la ricostruzione (mai iniziata) dell’Aquila.

Un’altra ancora (circa 4 miliardi di euro) verrebbe raccolta sui mercati finanziari ma a nessuno sorge il dubbio che in questo momento di grave crisi dalle conseguenze incalcolabili possa essere un pò complicato racimolarli…

La terza tranche verrebbe dall’Unione europea. Peccato che l’Ue sembra voler voltare le spalle all’inutile e pericolosa costruzione e che i fondi verranno convogliati sul “corridoio” Berlino-Palermo che è da anni bloccato a Napoli.



Ora, ammesso e non concesso che Berlusconi troverà i fondi mancanti, sottraendone magari altri alla sanità, alla scuola pubblica o alla ricerca resta un banalissimo interrogativo: come la mettiamo con le frane a rotta di collo sul versante messinese e ancora peggiori sul fronte calabrese? E con la relazione di progetto in cui c’è scritto che quella è una delle zone a maggior rischio idrogeologico d’Italia? E con gli elevatissimi rischi sismici paventati da autorevoli geologi?

E una volta completato dovremo testarlo con 140 elefanti prima di farlo attraversare da migliaia di camion e automobili?



Perché dunque questa ostinazione nel voler realizzare un’opera così pericolosa e per niente redditizia dal momento che le grandi strutture di questo tipo, dal Golden Gate Bridge al Canale sotto la Manica sono tutte in perdita?



Forse la risposta ce la fornisce il diplomatico americano J. Patrick Truhn, console generale a Napoli in cinque dispacci datati tra il 2008 e il 2009 e pubblicati da Wikileaks: “La mafia potrebbe essere tra i principali beneficiari della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina”…





 

giovedì 31 dicembre 2009

PRIMA PAGINA PER IL BERLUSKAZZ CHE COMPRA UN' AUTO DA PUTIN. OLTRE LA RISATA, LA DISINFORMAZIONE AVANZA.

LA FARSA IN PRIMA PAGINA DEI QUOTIDIANI. TU RIDI DELLE SCOMMESSE TRA PUTIN E IL BERLUSKAZZ E INTANTO LORO DUE - INSIEME - FANNO IL SERVIZIETTO ALL' ITALIA TUTTA.


E PROPRIO MENTRE CHIUDONO GIUSTAMENTE LO STABILIMENTO FIAT DI TERMINI IMERESE ( E' ANTIECONOMICO PRODURRE AUTO LI' ) E MOLTO MENO GIUSTAMENTE QUELLO DI POMIGLIANO D' ARCO ( CHE AVREBBE BISOGNO DI VEDERE ALLONTANATI I FINTI LAVORATORI, E VEDER AIUTATI I MOLTI CHE AL LAVORO CI VANNO PER DAVVERO ).


LA NOTIZIA. IL BERLUSKAZZ PERDE UNA SCOMMESSA DI EFFICIENZA CON PUTIN E DEVE ACQUISTARE UN FUORISTRADA PRODOTTO DA SOLLERS-FIAT, LO UAZ PATRIOT, COSTRUITO NELLE LANDE SPERDUTE DI VLADIVOSTOCK.


VABBE', CHE CE FREGA? DIRETE VOI ...


MA UNA FABBRICA FIAT ALL' ESTERO CHE PRODUCE AUTO IN CULO AL MONDO - PERDONATE L' EFFICACIA IRRIVERENTE DELL' ESPRESSIONE - COME FA A COSTARE MENO DI UN' AUTO PRODOTTA NEL CENTRO DEL MEDITERRANEO? EPPURE LI' UN PONTE SULLO STRETTO NON CE LO VOGLIONO FARE ...


RISATE AMARE.


DELOCALIZZAZIONE DEL LAVORO.


IO NON CI TROVO NIENTE DA RIDERE.

domenica 27 dicembre 2009

NO PONTE!

ECCO IL LOGO DEL MOVIMENTO CONTRO IL PONTE DI MESSINA RETENOPONTE.IT :


L      LEXDC E' VICINO ALLE POPOLAZIONE CHE SARANNO MORTALMENTE COLPITE DALLA TRAGEDIA DEL PONTE SULLO STRETTO. PERDERANNO CASE, TERRITORIO, IDENTITA' E MOLTI SARANNO COSTRETTI ALL' EMIGRAZIONE. CHI RIMARRA' VEDRA' UNA STRUTTURA MEGALITICA SOFFRIRE E SOCCOMBERE SOTTO LA PIAGA DELLA MANUTENZIONE ESATTAMENTE COME OGGI ACCADE ALL' AUTOSTRADA SALERNO-REGGIO CALABRIA.


IL MINISTRO FANTOCCIO MATTEOLI HA POSATO UFFICIALMENTE LA PRIMA PIETRA DI UN LAVORO CHE ALLO STATO ATTUALE NON HA ANCORA UN PROGETTO ESECUTIVO, MA CHE HA RIEMPITO LE TASCHE DEGLI AMICI DEGLI AMICI, SIA A ROMA CHE IN CALABRIA CHE IN SICILIA PER LA CIFRA DI UN MILIARDO DI EURO.


AL CONTRARIO I LAVORATORI DEI TRAGHETTI CHE RIMARRANNO DISOCCUPATI SI AVVIERANNO TRISTEMENTE VERSO L' EMIGRAZIONE FORZATA IN LOMBARDIA PER CERCARE LAVORO PER SOPRAVVIVERE.


NO PONTE!

ECCO IL LOGO DEL MOVIMENTO CONTRO IL PONTE DI MESSINA RETENOPONTE.IT :


L      LEXDC E' VICINO ALLE POPOLAZIONE CHE SARANNO MORTALMENTE COLPITE DALLA TRAGEDIA DEL PONTE SULLO STRETTO. PERDERANNO CASE, TERRITORIO, IDENTITA' E MOLTI SARANNO COSTRETTI ALL' EMIGRAZIONE. CHI RIMARRA' VEDRA' UNA STRUTTURA MEGALITICA SOFFRIRE E SOCCOMBERE SOTTO LA PIAGA DELLA MANUTENZIONE ESATTAMENTE COME OGGI ACCADE ALL' AUTOSTRADA SALERNO-REGGIO CALABRIA.


IL MINISTRO FANTOCCIO MATTEOLI HA POSATO UFFICIALMENTE LA PRIMA PIETRA DI UN LAVORO CHE ALLO STATO ATTUALE NON HA ANCORA UN PROGETTO ESECUTIVO, MA CHE HA RIEMPITO LE TASCHE DEGLI AMICI DEGLI AMICI, SIA A ROMA CHE IN CALABRIA CHE IN SICILIA PER LA CIFRA DI UN MILIARDO DI EURO.


AL CONTRARIO I LAVORATORI DEI TRAGHETTI CHE RIMARRANNO DISOCCUPATI SI AVVIERANNO TRISTEMENTE VERSO L' EMIGRAZIONE FORZATA IN LOMBARDIA PER CERCARE LAVORO PER SOPRAVVIVERE.