L'importante è che la morte ci colga vivi (Marcello Marchesi)

"L'importante è che la morte ci colga vivi" (Marcello Marchesi)

martedì 25 ottobre 2011

OLKILUOTO E OSKARSHAMN, NUCLEARE A CONFRONTO

Oskarshamn è una cittadina della Svezia meridionale di 17.000 nella contea di Kalmar. Senza Wikipedia saremmo finiti nello studio della geografia sulle carte come una volta, oggi basta un click del computer. La cittadina è conosciuta perché sede di una centrale nucleare, dove nella notte di sabato è scoppiato un incendio, che ha costretto al fermo un reattore nucleare, paventando il peggio. Il rogo è divampato infatti nella sala turbine del reattore 2  che è stato subito messa fuori dai servizi di emergenza della centrale. Dopo, anche il reattore e la turbina sono stati chiusi come misura precauzionale. Secondo l'Okg, l’operatore proprietario della centrale, “L'incendio è  stato causato dalla fuoriuscita di petrolio su una superficie calda”. A Oskarshamn si produce il 10% del fabbisogno elettrico svedese. L’impianto è stato costruito nel 1972, quindi le norme di sicurezza a cui deve ottemperare sono ormai superate: di certo non resisterebbe all’urto di un aereo dirottato modello “Torri gemelle”. L’organizzazione non governativa norvegese-russa Bellona (www.bellona.org) denuncia che la paura si è sparsa per tutta la Russia nordoccidentale per la possibile diffusione di radiazioni, i cui livelli sono stati monitorati per tutta la domenica a S. Pietroburgo e nella regione di Leningrado. La radiazione di fondo sembra che sia rimasta su valori normali. Sempre le fonti russe ricordano che non è la prima volta che centrali nucleari svedesi, tutte posizionate sul Baltico, quindi di fronte a Russia, Finlandia e paesi confinanti, vanno a fuoco. Ben più grave per la sicurezza dei reattori fu l’incendio di Forsmark nel 2006. Tanto che quattro reattori furono fermati in Svezia, tra cui quello andato a fuoco sabato notte. Nel 2008 sempre la stessa centrale fu toccata dallo scandalo ella mancanza di sicurezza: si scoprì che due addetti alla manutenzione di una ditta in subappalto avevano passato il checkpoint con esplosivi in una borsa senza essere fermati, e la denuncia era stata fatta al Parlamento Europeo dall’eurodeputata tedesca Rebecca Harms. Conclusione: sarebbe bene che anche gli svedesi ci ripensassero un poco sul nucleare. Non è semplice, visto che dall’energia atomica viene prodotto il 50% del fabbisogno di elettricità nel paese.

Dall’altra parte del Baltico, in Finlandia, per ironia della sorte si sta consumando la frasa della centrale atomica di Olkiluoto. La famosa centrale realizzata con la tecnologia EPR, la stessa “terza generazione” che il governo italiano del Berluskazz voleva vendere come innovativa, sicura ed economica agli italiani, ha sforato ogni termine razionale di tempi costruzione e di costo economico: è già un bagno di sangue visto che solo il sovrapprezzo vale 4 miliardi di euro, che era la cifra che, secondo il presidente del coniglio serviva per realizzare un impianto. Inoltre si prevede che sarà operativa nel 2014, sempre che superi i controlli sulla sicurezza: il cantiere è cominciato nel 2005 e i tempi che erano stati venduti agli italiani erano ben più ristretti, vere balle atomiche! Per chiarezza le notizie vengono dal deputato francese Marc Goua della Commissione Finanze dell’Assemblea Generale francese, non da fonti antinucleariste interessate. Areva, il braccio armato di Sarkozy nel campo nucleare, che doveva realizzare le 4 cenrali italiane se non ci fosse stato il referendum, non ha voluto commentare il rapporto del deputato socialista francese. Rimane il fatto che la società, quattro anni fa, aveva investito 2,5 miliardi di dollari per acquisire la proprietà di tre miniere di uranio in Africa e certamente pensava di vendere all’Italia il minerale. Il titolo Areva soffre alla borsa francese, per aver sovrastimato la capacità delle riserve di materiale delle miniere, il calo del prezzo delle materie prime a livello mondiale e i ritardi accumulati nella realizzazione dell’impianto di Olkiluoto. Però ha risparmiato sulla cresta che inevitabilmente avrebbe dovuto subire dalla politica italiana per lavorare nel nostro paese. Ad Areva pensiamo di no, ma ai cittadini italiani l’esito referendario della questione energetica nucleare è andata abbastanza bene. 


sabato 22 ottobre 2011

MA A CHI LO DICEVA 2

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI? MA VA LA', CIALTRONE!



MILANO - Il generale all'ultima battaglia
. Umberto Bossi ha rotto gli indugi, il confine è varcato. Non tanto riguardo alle sorti del governo di cui - dicono - gli importa sempre di meno. Il punto è il movimento, l'opera di una vita. Ma questa è una sfida che rischia di avere due soli esiti: l'esplosione della Lega, o una vittoria da pagare comunque a caro prezzo.

Per il «Capo» il congresso del Carroccio varesino è stato uno choc. Il fotogramma che racconta la svolta è quello in cui assiste, scuro in volto, alle urla dell'assemblea quando il presidente Gibelli propone l'acclamazione per il candidato bossiano. È il momento: per la Lega, i prossimi mesi saranno figli di quel singolo istante. Fino a lì, Bossi si era attenuto a un copione consolidato: in caso di controversie, l'indicazione di un suo uomo aveva (quasi) sempre chiuso ogni discussione. Quando ciò non era avvenuto, come per esempio a Bergamo, il livello della sfida era lungi da quello varesino: «A Bergamo lui non c'era, non era stato chiesto il passo indietro agli altri candidati e anche il momento era diverso - racconta un bossiano di rigida osservanza -. Ora Bossi ha capito che il partito rischia di non essere più il suo. A Varese ha cercato il referendum su se stesso, e gli altri sono caduti nella trappola.  



L'HA SCRITTO IL CORRIERE DELLA SERA, NON LEXDC - CHE LO SA DA ANNI CHE LA LEGA NON E'UN PARTITO. COME SANSONE MMA A CHI LO DICEVA 2ORIRA' CON LA MORTE POLITICA DI BO-BOSSI

venerdì 21 ottobre 2011

MA A CHI LO DICEVA?

MA A CHI LO DICEVA?MA A CHI LO DICEVA?MA A CHI LO DICEVA?SIC TRANSIT GLORIA MUNDI...







ERA PER GHEDDAFI O PER SE STESSO?





























MA E' POSSIBILE ESSERE COSI' SPROVVEDUTI?



NON LUI - CHIARIAMOCI - NOI



CHE CE LO DOBBIAMO TENERE



E TUTTI QUELLI CHE LO HANNO VOTATO 




MA A CHI LO DICEVA?



PER FORTUNA DI TUTTI SIAMO IN UNA DEMOCRAZIA VERA, PASSATA LA GLORIA POTRA' AVERE SPERANZA DI VECCHIAIA. IL REGIME PUBBLICITARIO AVRA' VITA SEMPRE PIU' DIFFICILE MA CADRA' COME VUOLE IL DESTINO INESORABILE.







 


giovedì 20 ottobre 2011

MESSINA: IL PONTE FINITO NEL CESTINO DEI RIFIUTI

Ormai è ufficiale: il Ponte sullo stretto di Messina non è tra le opere fondamentali dell'Unione Europea. Quindi non potendo pocciare QUATTRINI alle mammelle della Commissione di Bruxelles, il Berluskazz e il codazzo di affaristi romano-lombardo-calabro-siculi (e poi dicono della mafia!) dovranno costruirselo con i soldi nostri. E visto che il Presidente del Coniglio va ripetendo in giro che soldi non ce ne sono,




QUESTO PONTE NON S'HA DA FARE!



 



Prevederlo era facile, visto che lo sapeva anche il Berluskazz. Infatti allegato al progetto che nessuno ha mai visto non c'è uno straccio di relazione tecnica che possa convincere chicchessia di una convenienza economica alla realizzazione dell'operetta. Però il miliardo di euro che si sono già intascati non lo tireranno fuori di sicuro e ci vorrà una sollevazione popolare per costringere il capofila dei costruttori del ponte a non riscuotere le penali che gentilmente il governo aveva loro concesso. Non si era mai visto un committente che mette la penale sopra se stesso, ma questa banda di manipolatori del regime pubblicitario ne ha combinate più di "Carlo in Francia".



Ora che si affretti il Berluskazz a levare i soldi destinati al Ponte dal bilancio dello Stato, scoprirà che il "buco" da ripianare è più piccolo di 9 miliardi. Più dei quattrini che pensa di ricavare con un altro indegno condono...


giovedì 6 ottobre 2011

I RADICALI SCOPRONO IL REGIME PUBBLICITARIO

GIA' LA QUALITA' DEL REGIME PUBBLICITARIO E' CONVINCERE MENTI DEBOLI E MENTECATTI CHE IN ITALIA SI FA GIUSTIZIA, MENTRE SI ACCUMULANO SOLO LEGGI CHE PERMETTONO CON LA LORO MACCHINOSITA' DI ALIMENTARE LA PREPOTENZA DEL RICCO SULPOVERO E DEL FURFANTE SULL'ONESTO.



COTA HA IMBROGLIATO PER DIVENTARE PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE E COME LUI HA FATTO FORMIGONI IN LOMBARDIA. ALTRI NON SO, MA E' POSSIBILE CHE ALTROVE CI SIANO CASI ANALOGHI.



FIRME FALSE A PIACERE, LISTE FARLOCCHE, CANDIDATI IMPRESENTABILI. I RADICALI, DOPO AVER FATTO RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE, VENGONO A SAPERE CHE PER GIUDICARE SE C'E' TRUFFA E DOLO NELLA PRESENTAZIONE DELLE FIRME PER LA PRESENTAZIONE DI CANDIDATI E LISTE, IL CONTROLLO SPETTA AL GIUDICE CIVILE. CIOE' IL MALANDRINO SI FARA' TUTTA LA LEGISLATURA AL SUO POSTO E DOPO ALTRI SETTE ANNI UNA CONDANNA IN CASSAZIONE FORSE GLI LEVERA' IL DIRITTO DI FAR APRTE DELL'ASSEMBLEA A CUI SI E' FATTO ELEGGERE...



TOCCA AI RADICALE APRIRE GLI OCCHI, STAVOLTA, CHE TROPPE VOLTE IN QUESTA LEGISLATURA HANNO PROTETTO IL BERLUSKAZZ NON FACENDOLO ANDARE SCONFITTO NELLA LEGIFERAZIONE NAZIONALE E NEL CONTROLLO DELLA RAI!



CAPPATO SCRIVE A NAPOLITANO “la conseguenza della sentenza di oggi significa, per il futuro del Repubblica italiana da Lei presieduta, che d’ora in poi sarà ufficialmente impossibile per chiunque ottenere giustizia contro una qualsiasi, anche se gravissima, truffa elettorale in tempo utile prima della fine del mandato di chi è stato eletto grazie a quella truffa, ad ogni livello locale o nazionale che sia”.( IL FATTO QUOTIDIANO)



BRAVI PICCIONI! saluto con la speranza di poter scrivere così diretto anche in futuro...