L'importante è che la morte ci colga vivi (Marcello Marchesi)

"L'importante è che la morte ci colga vivi" (Marcello Marchesi)

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sabato 27 ottobre 2012

GRILLI DELLA BUROCRAZIA ITALIOTA

Eppure il ministro Grilli è un burocrate autentico. Quindi dovrebbe conoscere la macchina "macchinosa" dello Stato, anche guardando ai fallimenti dei suoi predecessori quando hanno voluto conoscere qualcosa dello stato italiano dai suoi dipendenti, e non sono riusciti a cavare un ragno dal buco.

Perchè il potere dei burocrati consiste nel non trasmettere ad altri le proprie conoscenze.

Allora il Grilli vuole sapere dalle amministrazioni periferiche quanti immobili possiede lo stato, per farne un censimento e venderli nella speranza di ripianare il debito pubblico.

Passa un anno e il 50% dei burocrati interpellati non risponde alla domanda. il povero derelitto Grilli spera di poter mettere all'asta beni per 368 miliardi di euro, ma con le liste arrivate si arriva a stento a 5 (cinque).

Pensa se avesse emanato un decreto per cui se in due mesi non avesse avuto la risposta con il censimento dei beni allegato, avrebbe licenziato il vertice della burocrazia locale a cominciare dal prefetto.
Avrebbero fatto le corse per accontentarlo, basta colpire la tasca ....

Che Grilli in realtà non volesse le risposte?

giovedì 30 agosto 2012

L'IRRESPONSABILE MINISTRO TECNICO PROFUMO

Quiz giusti e quiz sbagliati, quelli del corso per l'abilitazione all'insegnamento. Il ministro Profumo, un tecnico, mette in rete i nomi di chi li ha scritti, senza specificare gli autori degli errori.

PENOSO scarico di responsabilità, come un qualsiasi politico di terzo livello non farebbe mai!

Ma al Ministero non hanno qualcuno che controlli la giustezza delle domande e delle risposte? Sappiamo tutti che si può sbagliare. Ma evidentemente controllo non si è avuto, sul testo. Bastava prendere tre persone, fargli rispondere al test con un'enciclopedia vicino (o un portatile con un motore di ricerca qualsiasi, ovvio) e gli errori sarebbero venuti subito alla luce, e ai concorsi sarebbero arrivati corretti, come logica vuole.

Valutazoni sulla competenza e serietà del gruppo lavoro sarebbe stata una cosa da gestire in seguito, bisogna controlare se è errore o incuria, ma non è un problema del grande pubblico, certamente.

Questo Profumo mi sembra un dilettante allo sbaraglio

venerdì 17 agosto 2012

TUTTI FUGGITI! DALLA SVIZZERA CON FURORE

Sembra che oggi venerdì 17 agosto Mario Monti abbia incontrato il presidente della Confederazione Svizzera per cominciare a mettere le mani sul discorso di tassare i capitali nascosti degli italiani fedifraghi depositati in nero a Lugano e dintorni.

Una cosa che tutti gli analisti finanziari gli avevano detto di fare non appena arrivato al potere, nel novembre dello scorso anno. E lui aveva promesso che l'avrebbe fatta.

Prudentemente, visto che probabilmente in Parlamento siedono la maggior parte di quelli che hanno conti  deposito segreti in Svizzera, ha dato loro quasi un anno per portarli altrove, nei Caraibi per esempio.

Le stime della primavera, secondo Il Fatto Quotidiano, ipotizzavano un gettito fiscale di 50 miliardi.

Ma dopo aver avvertito e dato il tempo per la fuga quanto credete che si riuscirà a prendere? 

venerdì 3 agosto 2012

MARIASTELLA CHE IGNORA L'INGLESE E LO SPORT



La poverina avrebbe voluto festeggiare con queste parole la vittoria della squadra di fioretto femminile alle Olimpiadi di Londra. Peccato per il suo scarso inglese! Per una "s" di troppo ha festeggiato una squadra sconosciuta ...
esempio esplicativo del perchè cotanta persona sia stata definita "Ministro della D'Istruzione" della scuola italiana.

Raccolto su twitter dal Corriere della Sera on line del 3 agosto 2012

sabato 7 aprile 2012

FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI? COSA STAI DICENDO?

Le ultime vicende di Lusi e della Lega dimostrano che i soldi che i partiti si sono attribuiti come rimborsi spese elettorali sono troppi e non servono a coprire i costi sostenuti nelle campagne elettorali. La solita ipocrisia di Casini e C. chiede una legge di trasparenza delle spese che i partiti sostengono, ma è pura disinformazione. Che ci importa di come spedono soldi che non gli appartengono solo perchè si sono fatti una legge truffa per aggirare il referendum che gli aveva già tolto le passate prebende? Se i rimborsi elettorali vengono usati per acquistare appartamenti, porche, titoli di studio vuol dire che non servono, se non in minima parte, a rimborsare costi di sopravvivenza di chi si impegna in una campagna elettorale. fine della corsa, Casini!

venerdì 6 aprile 2012

VERONESI NON MOLLA, E SUBITO DUE INCIDENTI NUCLEARI IN FRANCIA

Certo è che il vecchietto terribile Umberto Veronesi appena ha provato a rialzare la testa sull’argomento “nucleare” non è stato assistito dalla fortuna. Non pago della delusione dell’abortita agenzia che doveva guidare, grazie agli italiani  che col referendum hanno decretato la chiusura ingloriosa dell’avventura della seconda era atomica italiana, pochi giorni fa se ne è uscito fuori con l’Associazione “Galileo 2001 per la libertà e la dignità della scienza”. Un centinaio di cervelloni suoi amici hanno firmato una lettera-appello per riaprire la partita del nucleare in base a considerazioni di sviluppo energetico e di liberazione dai pregiudizi antinuclearisti. Evocando un bilancio “senza connotazioni emotive” che ridimensioni la portata del disastro di Fukushima che peraltro, come tutti sanno, potrà vedersi calcolato l’importo totale dei danni provocati solo fra 50 anni. Quindi il nucleare è pulito e sicuro, secondo il Veronesi, che dell’associazione ne è naturalmente presidente onorario. Puntuale come una condanna a morte, dalla Francia sono subito venute due cattive notizie per lui e il suo club della morte. Ecco il comunicato del colosso francese Edf (quello che voleva costruire quattro reattori nel belpaese insieme a Belusconi): “La fuga da un giunto del circuito di raffreddamento del reattore 2 della centrale nucleare  di  Penly (Seine-Maritime)  è stata colmata dalle 4,00 di questa mattina. L'incidente non ha avuto alcuna conseguenza sull'ambiente. Dalle ore 4 di questa mattina non c'è più una fuga al livello del giunto di quella pompa. Questo ritorno alla normalità sul circuito di raffreddamento ha permesso di togliere il piano di mobilitazione interna alle 5,15”. Preceduto appena 24 ore prima da un’altro comunicato, sempre di Edf, che raccontava di un’altra procedura di urgenza per il reattore di un'altra centrale nucleare, quella di Saint-Laurent-des-Eaux (centro), che si è spento automaticamente dopo un «Problema minore» al sistema idraulico. Tanto lavoro e oneri per l’agenzia Asn che dovrà verificare tutto, e che, dopo gli avvenimenti giapponesi, ha decretato lo stop di alcuni investimenti in centrali nucleari sul suolo francese. Oltretutto è tempo di elezioni tra Sarkozy, nuclearista convinto, e il più morbido Hollande, che ha promesso una via d’uscita francese dall’atomo in un tempo che non si riesce a calcolare (sono troppo grandi gli interessi economici che ci girano intorno!).  I comunicati ufficiali sono, come sempre, rassicuranti su eventuali rischi di contaminazione della popolazione residente nell’area. Ma secondo Yannick Rousselet, un esperto di nucleare di Greenpeace France, la situazione non è affatto tranquilla: “Il circuito primario è quello che circola nel serbatoio (del reattore), quello che raffredda direttamente il combustibile. Una fuga dal primario è evidentemente molto importante. E' una cosa seria. E' evidente che per il momento non si può dire che sia grave a livello di conseguenze ambientali o di salute esterne perché per il momento non c'è niente. Al contrario, in termini di tipo di incidente, è un incidente grave nel senso della sicurezza . Spero che l'Asn esiga un controllo di tutte le pompe delle centrali nucleari». Non resta a Veronesi e al comitato che spende invano il nome di Galilei che rimettere i sogni nel cassetto e lasciarci godere di una vita senza la spada di Damocle del nucleare penzolare sopra le nostre teste.

lunedì 2 aprile 2012

NUCLEARE: L'ERBA CATTIVA NON MUORE MAI

E' VECCHIO, RINCOGLIONITO E ROMPE ANCORA IL PROSSIMO. Veronesi sembra bisognoso di quattrini e prebende varie, e si ripropone, come se la volontà popolare fosse solo carta straccia, quale paladino della terza era nucleare italiana, nonostante le prime due siano state sistemate per sempre da due micidiali refernedum. Da Il Fatto Quotidiano:

"È il momento di preoccuparsi per il futuro energetico del nostro Paese. Per farlo, però, c’è bisogno di impostare una strategia energetica a lungo termine, che comprenda anche il nucleare. Parola dell’associazione Galileo 2001 per la libertà e la dignità della Scienza, che in una lettera firmata da 100 medici e scienziati sottolinea il fatto di non avere, in Italia, “un adeguato e convincente piano nazionale di sviluppo energetico (proprio detto da quelli che avrebbero dovuto farlo a suo tempo suona ridicolo, ndr), che tenga conto della necessità di ragionare su tempi strategici affrancandosi da pregiudiziali che possano condannare precocemente progetti lungimiranti”. Secondo l’associazione, di cui il professor Umberto Veronesi è presidente onorario, l’accento posto sulle conseguenze sanitarie e ambientali delle radiazioni è “la dimostrazione di una campagna antinucleare su basi di pregiudizio (anche le vittime dei venti anni seguenti alle bomba di Hiroshima e Nagasaki sono pregiudizi? ndr)”.

Quando si parla di nucleare, o di catastrofi come quella di Fukushima, servono “valutazioni realistiche ed un più attento bilancio, senza connotazioni emotive”, scrivono gli scienziati riuniti in Galileo 2001. C’è bisogno di un’informazione più imparziale, dunque, che smetta di demonizzare l’atomo per motivi ideologici e prese di posizione. A un anno dal terremoto-tsunami giapponese, lamenta l’associazione, si deve “ancora constatare come l’attenzione massmediatica si rivolga sostanzialmente ad una sola delle conseguenze di una immane catastrofe naturale” – la distruzione di 4 reattori di uno dei due complessi nucleari di Fukushima – “con inevitabili ripercussioni sulla percezione pubblica”.


A OLTRE UN ANNO DI DISTANZA DALLA TRAGEDIA DI FUKUSHIMA, I PERICOLI NASCOSTI NEI REATTORI DELLA CENTRALE NON SONO STATI RIMOSSI, E LE CONSEGUENZE DEL RILASCIO IN MARE DI TONNELLATE DI ACQUA RADIOATTIVA NON SONO STATE ANCORA SCOPERTE. IL BUSINESS MILIARDARIO RISERVATO A POCHE PERSONE CERCA DISPERATAMENTE DI RIMUOVERE LA COSCIENZA CIVILE DELLE PERSONE MINIMIZZANDO L'IMMANE DISTRUZIONE CHE PUO' NASCERE DA OGNI IMPIANTO NUCLEARE PRESENTE NEL MONDO.

sabato 17 marzo 2012

I SOLDI DEGLI ITALIANI A MORGAN STANLEY

DA IL FATTO QUOTIDIANO: Nel mese di gennaio lo Stato italiano avrebbe versato 3,4 miliardi di dollari nelle casse della banca d’affari Usa Morgan Stanley per chiudere i contratti in essere sul mercato dei derivati. Sottoscritti a partire dagli anni ’90, questi contratti avrebbero dovuto tutelare il debito italiano dalle oscillazioni dei tassi di interesse ma, in definitiva, si sarebbero rivelati inutili e controproducenti generando negli anni una perdita da 31 miliardi. Lo riferisce oggi l’agenzia Bloomberg. Né il ministero del Tesoro né Morgan Stanley hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.

La cifra appare impressionante. Come rileva Bloomberg i 3,4 miliardi di spesa equivalgono alla metà circa dell’aumento dell’Iva di quest’anno. Come a dire che volenti o nolenti i contribuenti italiani hanno versato in anticipo nelle tasche dell’istituto Usa la metà dell’incremento della loro principale imposta indiretta. Per quanto facilmente soggetta a critiche, la scelta di sborsare una simile cifra per chiudere i contratti potrebbe essere stata a dir poco obbligata. Nell’ultimo trimestre 2011, infatti, questi contratti avrebbero generato un profitto di 600 milioni per Morgan Stanley (ovvero una perdita equivalente per l’Italia). Secondo Bloomberg, I cinque principali operatori del mercato dei derivati, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan, sono esposte per questo genere di contratti sull’Italia per 19,5 miliardi di dollari.

Ma chi e' il gaglioffo che ha firmato simili prodotti finanziari?

venerdì 17 febbraio 2012

CATTIVO SEGNALE? PAGA IL CANONE LO STESSO!

Ancora lavori in corso per la ricezione dei canali del digitale terrestre in tutta la Toscana e la provincia di Siena non fa eccezione. Dall’inizio dello switch off si sono contate 613 segnalazioni provenienti da tutti i 287 comuni toscani, e si stima che in 28 comuni (per un totale di 40 ripetitori) si dovranno fare interventi radicali di nuova digitalizzazione. Situazione ancora difficile in Mugello e generalmente in tutte le aree montane in particolare Cetona e Gaiole in Chianti per quanto riguarda la nostra provincia, compresa l’Amiata. Sembrerà strano, ma la situazione è difficile anche nella Valdichiana, a causa del fermo imposto al ripetitore di Monte Peglia (Umbria). Dopo i primi giorni di segnale accettabile, molte segnalazioni sono arrivate da Sinalunga. Addirittura in certe zone, anche del lato aretino, il segnale sembra scomparso e la colpa non è sempre della cattiva ricezione dei televisori o del puntamento sbagliato delle antenne. Anche in città a Siena, prima della nevicata, si sono registrati diversi problemi di ricezione del segnale. In particolare quasi tutti i giorni spariscono in gran parte delle abitazioni tutti i segnali dei canali della Rai per lungo tempo. Mentre durante la visione dei programmi può tranquillamente capitare che l’immagine si blocchi mentre l’audio continua a scorrere, o che addirittura il video si sgrani in tanti quadretti scomposti. Meno male che la tecnologia doveva migliorare la qualità della nostra vita! Situazioni difficili aperte alla fine di gennaio 2012: secondo il presidente dell’Uncem (Unione comuni montani) della Toscana in tutta la regione ci sono ancora 58 ripetitori da attivare, ma è probabile che manchino i soldi. Valdisieve: a Londa niente tv pubblica da due settimane per mancata assegnazione del ripetitore. Arezzo: Federconsumatori cittadini pronti a autoriduzione del canone, Rai al buio in città per 5000 cittadini. Monte Cetona: prove in corso per tentare di dare un segnale accettabile. Proprio perché il problema più grande rimane la cattiva ricezione dei canali Rai, molti utenti hanno protestato e qualcuno ha anche invocato la minaccia di non pagare il canone. Per reagire contro questa possibilità data ai cittadini l’ultima riforma del sistema televisivo e, in generale, delle telecomunicazioni chiamata legge Gasparri ha confermato l’obbligatorietà del pagamento non per l’uso ma per il possesso di televisori. Ma a cosa serve il canone? Premesso che, dalla sua introduzione a oggi, questa tassa ha cambiato significato più volte, la legge del 2004 voluta dal governo Berlusconi in questo è stata molto esplicita. Il pagamento del canone serve a mettere in vantaggio la Rai nei confronti della concorrenza nel reperire le risorse economiche per la conduzione aziendale. Per questo lo squilibrio creato artificialmente dalla legge deve essere aggiustato. Da chi? dalla legge stessa. Infatti alla Rai viene messo un tetto alla raccolta pubblicitaria, per cui non importa quanta audience l’emittente di Stato raccolga o meno. Arrivata a una certa quantità di soldi incassati dagli inserzionisti non può accettare altri investimenti pubblicitari, che così devono per forza essere dirottati verso le altre emittenti, tra le quali Mediaset fa ovviamente la parte del leone introitando la stragrande percentuale degli investimenti delle aziende (o dello Stato stesso attraverso la sua pubblicità istituzionale). Anzi. La legge Gasparri, con un meccanismo chiamato Sic (sistema integrato delle comunicazioni), mette nello stesso calderone la raccolta pubblicitaria televisiva e quella degli altri media (stampa, cinema, affissioni, ecc): di fatto i numeri ci dicono che Mediaset è in posizione dominante, quasi monopolistica, sempre più stringente dal 2004 a oggi e che, artatamente, le risorse verso i media alternativi alla televisione, sono artificialmente drenati verso il media principale del nostro tempo . Chi ci viene a raccontare che l’Italia vive in un sistema economico liberista dove comanda il mercato, ci fa sbellicare dalle risate: che si dividano la torta pubblicitaria senza farci pagare nulla. Qualcuno, già ricco, lo sarebbe un po’ meno, qualche cantante o attore (o calciatore)prenderebbe ingaggi più leggeri, ma in tasca a moltissime famiglie rimarrebbero i soldini del canone risparmiato.  

sabato 11 febbraio 2012

ORDINANZE PARTORITE SUL CESSO?

Di seguito riportiamo l’ordinanza con cui il Sindaco Cicchitti di Atessa (CH) il 09/02/2012 ha disposto “il divieto di praticare giochi di qualsiasi tipo sulle neve e con la neve nelle piazze e nelle strade pubbliche compresi i marciapiedi in quanto possono arrecare intralcio o disturbo e costituire pericolo per se e per gli altri”. Non vogliamo discutere la sofferenza del sindaco nel prendere una decisione così urgente, necessaria quanto impopolare. I ragazzi di tutto il mondo sono avvisati: ad Atessa non si scherza mai col fuoco. Tanto meno con la neve!


giovedì 09 febbraio 2012
IL SINDACO CON PROPRIA ORDINANZA NR. 15 DEL 09/02/2012 HA DISPOSTO IL DIVIETO DI PRATICARE GIOCHI DI QUALSIASI TIPO SULLA NEVE E CON LA NEVE NELLE PIAZZE E STRADE PUBBLICHE COMPRESI I MARCIAPIEDI IN QUANTO POSSONO ARRECARE INTRALCIO O DISTURBO E COSTITUIRE PERICOLO PER SE O PER GLI ALTRI.

giovedì 5 gennaio 2012

CALDEROLI, QUESTO DEFICIENTE CHE LECCAVA IL CULO A BERLUSCONI

ALMENO AVESSE FATTO UNA INTERROGAZIONE PER SAPERE I COSTI DI 5 MINUTI DI BUNGA BUNGA IL DEFICIENTE! ERANO COSI' SICURI DELLA SUA IGNORANZA, CHE L'AVEVANO FATTO MINISTRO DELLA SEMPLIFICAZIONE. QUALSIASI ALTRA ATTIVITA' SAREBBE STATA TROPPO COMPLESSA PER IL SOGGETTO....

Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.
Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.
Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.
Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.
Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).
La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.
Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.
Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.
D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/cotechino-lenticchie#ixzz1iZLH076i