QUESTO POST NON SI PUO' PUBBLICARE SU UN GIORNALE ONLINE... OGGETTO DI QUERELA FACILE FACILE! DOPO I SACCONI DI MERDA ORMAI BEN CONOSCIUTI, STA PER ARRIVARE IL PROFUMO... DI MERDA. FARSI SALVARE DA UN BANCHIERE: CHE SPERANZA PUO' AVERE IL POPOLO?
IL CIRCUITO POLITICO-BANCARIO-SINDACALE HA PORTATO L'ITALIA A MORDERSI LA CODA: NE CONSEGUE CHE LE BANCHE NAZIONALI SONO A RISCHIO FALLIMENTO PER AVERE TROPPI TITOLI DI STATO NEL LORO PORTAFOGLI, QUEL DEBITO SOVRANO PER IL QUALE NON ESISTE CRESCITA ECONOMICA CHE POSSA FAR PROGRAMMARE A UN GOVERNO SERIO UNA RESTITUZIONE DEL DEBITO.
IL PAGAMENTO DELLA PATRIMONIALE DA 400 MILIARDI PERMETTEREBBE ALLE BANCHE DI FARE ANCORA GROSSI UTILI DI CUI I POLITICI, GOVERNANDONE LE FONDAZIONI, SI POTREBBERO GIOAVRE PER CONTINUARE CON LE EROGAZIONI AD AUTOALIMENTARE IL LORO POTERE SUI CITTADINI, NEL BIPARTISANO SFRUTTAMENTO DELLE AREE GEOGRAFICHE
PER CUI LA SINISTRA CREDETEMI NON E' DIVERSA DALLA DESTRA.
L'IALIA UN PAESE DI MERDA? CHE ABBIA RAGIONE UNA TANTUM IL BERLUSKAZZ?
L'importante è che la morte ci colga vivi (Marcello Marchesi)
"L'importante è che la morte ci colga vivi" (Marcello Marchesi)
domenica 4 settembre 2011
sabato 3 settembre 2011
IL NUCLEARE CHE DISTRUGGE LA CIVILTA'
Fukushima è la dimostrazione del fallimento totale del nucleare come elemento di sviluppo energetico e industriale. La Tepco, proprietaria dell’impianto, è un cadavere tecnicamente fallito che sta in piedi solo per fare il cane da guardia del governo nipponico alla struttura fatiscente e radioattiva dei reattori nucleari disastrati dal combinato terremoto/tsunami. Che soddisfazione ci sarà ad aver creato e ingrandito una simile compagnia? Che soddisfazione ci sarà nell’aver inseguito il dio denaro a tutti i costi, quando azionisti e dirigenza Tepco hanno ottenuto solo un pugno di mosche? Quale compiacimento nell’aver ucciso troppe persone e aver distrutto per moltissimi anni una parte importante del Giappone e averla desertificata? Non arriveranno nemmeno a potersi permettere i risarcimenti minimi necessari alle vittime per sopravvivere alla tragedia, e parlavano di sviluppo e benessere. In Italia, per convincere i cittadini ad appoggiare la seconda era nucleare nazionale, era stato usato l’argomento pregnante delle necessità energetiche del paese. A sentire i soloni del governo e i loro esperti era stato stimato che nel 2030 avremmo avuto tanta necessità di energia elettrica che solo con la costruzione di 4 centrali nucleari avremmo potuto affrontare il problema. Niente è valso, all’epoca, far notare che i consumi elettrici erano in diminuzione in Italia già dal 2008 (basta leggere i dati di mercato offerti da Terna, il gestore della rete elettrica nazionale), e quindi considerare che le stime erano piuttosto campate per aria. Ebbene la necessità del Giappone di far fronte allo stop di sicurezza ordinato per verificare la sicurezza di 54 centrali nucleari diminuendo i consumi elettrici di un paese consumista per antonomasia hanno dimostrato il contrario. Tokyo aveva lanciato una campagna per ridurre i consumi del 15% entro il mese di settembre, per evitare il blackout elettrico al paese. Oggi il governo annuncia che l’obiettivo è stato raggiunto con oltre un mese di anticipo sulla tabella. Segno che risparmiare si può, anzi che si possono evitare gli sprechi, che le cifre raccontate erano fasulle, correttamente orientate a sostenere una tesi non vera.
Terna aveva stimato, nel settembre 2005, che l’Italia avrebbe avuto un fabbisogno di energia elettrica nel 2010 di 378,2 TWh. Il consuntivo pubblicato nel 2010 dice che i consumi effettivi sono stati pari a 309,9 TWh. Più del 20% in meno. Nello stesso anno nel nostro paese è stata prodotta elettricità pari a 302,7 TWh. In riferimento alla capacità produttiva, l’Italia, sempre nel 2010, ha avuto mediamente un consumo netto istantaneo di 39,5 GW, con un picco di 56,4 GW. Di contro abbiamo una capacità di potenza istantanea di 106 GW, quindi siamo abbondantemente autosufficienti, considerato che il 14% dei consumi proviene da energia elettrica importata perché acquistata a un prezzo modico dai francesi, che altrimenti dovrebbero “buttare via”, visto che gli impianti nucleari NON si possono spegnere durante al notte e continuano a produrre energia elettrica. Referendum o no, le balle nucleari si sono sprecate a tutta forza per sostenere il confronto mediatico di chi voleva il nucleare contro i milioni di cittadini che lo hanno rifiutato. Tornando ai disastri nucleari, confermiamo che Ispra, l’agenzia governativa di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, non pubblica più da due mesi alcun rapporto sulla situazione della radioattività nel nostro paese. Ciò dovrebbe significare che l’emergenza che era in atto dall’ 11 marzo scorso non sono più necessari, visto anche che i valori espressi nel periodo erano assolutamente insignificanti e nella norma. LEXDC su www.ilcittadinoonline.it
Terna aveva stimato, nel settembre 2005, che l’Italia avrebbe avuto un fabbisogno di energia elettrica nel 2010 di 378,2 TWh. Il consuntivo pubblicato nel 2010 dice che i consumi effettivi sono stati pari a 309,9 TWh. Più del 20% in meno. Nello stesso anno nel nostro paese è stata prodotta elettricità pari a 302,7 TWh. In riferimento alla capacità produttiva, l’Italia, sempre nel 2010, ha avuto mediamente un consumo netto istantaneo di 39,5 GW, con un picco di 56,4 GW. Di contro abbiamo una capacità di potenza istantanea di 106 GW, quindi siamo abbondantemente autosufficienti, considerato che il 14% dei consumi proviene da energia elettrica importata perché acquistata a un prezzo modico dai francesi, che altrimenti dovrebbero “buttare via”, visto che gli impianti nucleari NON si possono spegnere durante al notte e continuano a produrre energia elettrica. Referendum o no, le balle nucleari si sono sprecate a tutta forza per sostenere il confronto mediatico di chi voleva il nucleare contro i milioni di cittadini che lo hanno rifiutato. Tornando ai disastri nucleari, confermiamo che Ispra, l’agenzia governativa di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, non pubblica più da due mesi alcun rapporto sulla situazione della radioattività nel nostro paese. Ciò dovrebbe significare che l’emergenza che era in atto dall’ 11 marzo scorso non sono più necessari, visto anche che i valori espressi nel periodo erano assolutamente insignificanti e nella norma. LEXDC su www.ilcittadinoonline.it
LA MOTOGP SCOPRE LA RADIOATTIVITA DI FUKUSHIMA
Spesso la verità si manifesta in piccole cose e spiega chiaramente le grandi situazioni. Motegi, Giappone: i piloti di MotoGP non vogliono andare lì a correre il gran premio di motociclismo che si dovrebbe disputare alla fine di settembre. Perché? E’ semplice: chi vorrebbe andare a 130 km dalla centrale nucleare di Fukushima, sapendo che la Tepco e il governo giapponese non hanno sottocontrollo la dispersione di radioattività nell’aria e nei cibi? Che non sono riusciti, a distanza di sei mesi dal disastro combinato terremoto/tsunami, a mettere in sicurezza l’impianto? Valentino Rossi capeggia il partito di quelli che vorrebbero la cancellazione del GP, ritenendo gratuitamente pericolosa l’esposizione di piloti e squadre alla radioattività. Che a dispetto delle fonti ufficiali è un pericolo concreto quanto invisibile. Già, pare assurdo che gente che sa bene di rischiare la vita ogni qualvolta si siede sui bolidi della MotoGP (e il 99,9% di noi su quelle moto non ci salirebbe mai per agonismo) trovi inaccettabile andare a Motegi e ritrovarsi esposta al rischio radiazioni. A quello dei terremoti, quasi non ci fanno più caso: in Giappone le scosse telluriche sono all’ordine del giorno. La Dorna, società organizzatrice del Circus motoristico, vorrebbe salvaguardare i contratti commerciali. La Honda, marca giapponese che con il pilota Casey Stoner ha il comando nella competizione, sta facendo pressioni sui propri piloti, ma la paura è enorme, e ciò spiega anche le preoccupazioni dei residenti dell’area di Fukushima Daichi e delle prefetture confinanti sulla salute dei cittadini e sul futuro incerto che li aspetta. Il gran premio si doveva svolgere nel mese di marzo, subito a ridosso della tragedia nucleare. Rinviato, non è stata studiata a sufficienza la possibilità di spostare l’evento nella pista di Suzuka, forse sperando che la situazione fosse sotto controllo come allora dichiaravano Tepco e Governo. Invece… Il terremoto di marzo ha provocato danni importanti anche a Naka, 100 km a nordest di Tokyo. Lì si stava sviluppando un programma nucleare energetico dal nome Iter,che punta a fare della fusione termonucleare una fonte energetica illimitata, senza produzione di scorie. I danni sono stati talmente grandi che il programma ha subito un rinvio che, vista la caduta del premier giapponese proprio sullo sviluppo dell’alternativa rinnovabile e lo stop delle 54 centrali esistenti, potrebbe rivelarsi mortale, considerati gli alti costi del progetto e le nuove difficoltà di finanziamento. Cattive notizie per i nostri nuclearisti vengono anche dalla Francia. Una impressionante catena di incidenti sta sconvolgendo la costruzione della centrale nucleare di Flamanville, quella con la tecnologia Epr che il governo Berlusconi indicava come “la più sicura del mondo”. L’autorità della sicurezza nucleare francese (Asn) ha aperto una serie di contestazioni al costruttore Edf sulla qualità del progetto, della tecnologia, perfino sui materiali usati, con buchi e fessure sul contenitore e sulla cupola dei reattori, ad esempio. E’ stata già messa in dubbio la capacità strutturale di sopportare un terremoto o un attentato terroristico come quello delle Torri Gemelle. Ciò sta comportando un aumento esponenziale delle spese di costruzione, che stanno lievitando senza fine, si parla già di lievitazione costi tripla rispetto al budget iniziale. Il referendum italiano sembra che sia, alla fine, una delle poche buone notizie dell’anno per il nostro Paese.
LEXDC SU www.ilcittadinonline.it
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lunedì 22 agosto 2011
MA CHI CAZZ SONO MARTINO E ALFANO?
I MORTI VIVENTI DEL NON-PARTITO COMBATTONO UNA GUERRA DI POLLAIO TRA DI LORO. ECCO L'EFFIMERO ANTONIO MARTINO, BUONO PER AVER DATO UAN PARVENZA IDEOLOGICA A FORZA ITALIA -CUI PER ALTRO GIA' LA CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI HA DIMOSTRATO INESISTENTE-:
L’ex ministro ha poi duramente attaccato il neo segretario del Popolo della Libertà, Angelino Alfano. “La sua idea del Pdl è una Dc aggiornata – ha detto -non è quello che serve. Secondo me serve una idea di partito che parta con un progetto, che metta insieme chi ci sta. Se per mettere insieme anime disparate si preparano pappette indigeribili, il Pdl non va da nessuna parte”.
I MORTI VIVENTI VORREBBERO FARCI CREDERE DI ESSERE STATI ELETTI DA UNA BASE CHE DA LORO CONSENSO. INVECE SONO IL PARTO IN PROVETTA DELLA LEGGE-PORCATA DI CALDEROLI.
SENZA IL BERLUSKAZZ CHE PAGA E ALIMENTA IL REGIME PUBBLICITARIO ESSI NON ESISTONO.
SEMPLICEMENTE MORTI VIVENTI. LA SMETTANO DI DISCUTERE, COSI' FAREMO PRIMA
L’ex ministro ha poi duramente attaccato il neo segretario del Popolo della Libertà, Angelino Alfano. “La sua idea del Pdl è una Dc aggiornata – ha detto -non è quello che serve. Secondo me serve una idea di partito che parta con un progetto, che metta insieme chi ci sta. Se per mettere insieme anime disparate si preparano pappette indigeribili, il Pdl non va da nessuna parte”.
I MORTI VIVENTI VORREBBERO FARCI CREDERE DI ESSERE STATI ELETTI DA UNA BASE CHE DA LORO CONSENSO. INVECE SONO IL PARTO IN PROVETTA DELLA LEGGE-PORCATA DI CALDEROLI.
SENZA IL BERLUSKAZZ CHE PAGA E ALIMENTA IL REGIME PUBBLICITARIO ESSI NON ESISTONO.
SEMPLICEMENTE MORTI VIVENTI. LA SMETTANO DI DISCUTERE, COSI' FAREMO PRIMA
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domenica 21 agosto 2011
APPROVATO IL PROGETTO DEL PONTE DI MESSINA, SIAMO ALLA FOLLIA
LEGGO E RIMANDO DA WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT L'ARTICOLO DI STEFANO CORRADINO SULLE NOVITA' RIGUARDANTI IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA:
Si narra che nel 250 a.C. per trasbordare 140 elefanti catturati ai cartaginesi, al console Lucio Cecilio Metello era venuto in mente di costruire un ponte che collegasse la Sicilia al continente. E che poi il progetto si fosse arenato per la paura che la faraonica struttura non reggesse il passaggio dei corpulenti pachidermi. Un paio di millenni più tardi ci si riprovò ma da subito gli ingegneri più avveduti sconsigliarono vivamente la costruzione di un’opera così monumentale per le impervie condizioni ambientali dello stretto, i fondali irregolari, le burrascose correnti, le raffiche di vento, l’elevata sismicità… Nel 1985 è Bettino Craxi ad annunciarne la prossima realizzazione. Un testimone che l’attuale presidente del Consiglio non poteva non raccogliere… E infatti pochi giorni fa la notizia ufficiale che, tuttavia, il premier Berlusconi ha preferito non sbandierare nel suo inconsistente intervento alla Camera e al Senato, forse per evitare polemiche: il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina è stato approvato. Con la viva e vibrante soddisfazione, per dirla con Crozza, dello stesso Silvio Berlusconi, di Gianni Letta, del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, e dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina e presidente dell’Anas Pietro Ciucci. Quello che sembrava uno spettro lontano prende orribilmente corpo: un ecomostro lungo oltre 3,5 chilometri sospeso a quattro cavi d’acciaio con due piloni posti sulle sponde. Per realizzarlo servono poco meno di 9 miliardi di euro, due in più di quelli precedentemente ipotizzati. Praticamente il costo di una Finanziaria, poco meno del fabbisogno delle principali banche italiane, un decimo del finanziamento dello Stato per il Servizio Sanitario Nazionale (già ampiamente ridotto). 9 miliardi di euro. Una parte ce li metteremo noi, dirottandoli da grandi arterie ferroviarie e stradali che avrebbero urgente bisogno di interventi ben più cospicui di quelli fin qui destinati, o che magari potevano essere utilizzati per la ricostruzione (mai iniziata) dell’Aquila. Un’altra ancora (circa 4 miliardi di euro) verrebbe raccolta sui mercati finanziari ma a nessuno sorge il dubbio che in questo momento di grave crisi dalle conseguenze incalcolabili possa essere un pò complicato racimolarli… La terza tranche verrebbe dall’Unione europea. Peccato che l’Ue sembra voler voltare le spalle all’inutile e pericolosa costruzione e che i fondi verranno convogliati sul “corridoio” Berlino-Palermo che è da anni bloccato a Napoli. Ora, ammesso e non concesso che Berlusconi troverà i fondi mancanti, sottraendone magari altri alla sanità, alla scuola pubblica o alla ricerca resta un banalissimo interrogativo: come la mettiamo con le frane a rotta di collo sul versante messinese e ancora peggiori sul fronte calabrese? E con la relazione di progetto in cui c’è scritto che quella è una delle zone a maggior rischio idrogeologico d’Italia? E con gli elevatissimi rischi sismici paventati da autorevoli geologi? E una volta completato dovremo testarlo con 140 elefanti prima di farlo attraversare da migliaia di camion e automobili? Perché dunque questa ostinazione nel voler realizzare un’opera così pericolosa e per niente redditizia dal momento che le grandi strutture di questo tipo, dal Golden Gate Bridge al Canale sotto la Manica sono tutte in perdita? Forse la risposta ce la fornisce il diplomatico americano J. Patrick Truhn, console generale a Napoli in cinque dispacci datati tra il 2008 e il 2009 e pubblicati da Wikileaks: “La mafia potrebbe essere tra i principali beneficiari della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina”… |
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mercoledì 17 agosto 2011
RADIAZIONI NUCLEARI: GIAPPONE INFORMATO, ITALIA NO
L’ultimo colpo al mito dell’efficienza nipponica viene proprio dal disastro di Fukushima. I dirigenti Tepco sono stati costretti ad ammettere che non era stata prevista, nel programma di emergenza della centrale nucleare, la possibilità che avvenissero nei reattori esplosioni di idrogeno e, dopo quella avvenuta il giorno seguente il terremoto/tsunami (12 marzo), aver trovato modo di impedirne altre “a causa degli alti livelli di radiazioni presso il sito”. Dilettanti allo sbaraglio. Tepco ormai è una azienda fallita, sotterrata da debiti e richieste di risarcimento a cui mai potrà ottemperare; viene tenuta in vita dal governo giapponese giusto per avere un referente sul territorio per gestire la catastrofe nucleare, i cui contorni si evidenziano di più ogni giorno che passa. Quale imprenditore vorrebbe una fine così ingloriosa per la sua società?
A 100 km da Fukushima si è scoperto che i fanghi dei depuratori cittadini di Aizuwakamatsu hanno una concentrazione di becquerel venti volte superiore al limite consentito dalla legge. La punta dell’iceberg cresce mano mano che passano i giorni, con tutto quello che nasconde sotto. Pare che siano ben 17 le prefetture del nord del Giappone ad avere il problema dei fanghi di depurazione che non si possono più smaltire con l’interramento, poiché raggiungono o sperano i valori di 8.000 bequerel/kg, limite di legge, e il Giappone ha esattamente il doppio degli abitanti dell’Italia in un territorio di pari grandezza. E i cittadini si stanno organizzando in comitati contro i siti prescelti per l’interramento.
Ora dovrebbero capire, i nuclearisti sorridenti del dopo disastro alla Chicco Testa o Oscar Giannino, la differenza tra un terremoto, o il disastro del Vajont, e un incidente nucleare. Kmq di città distrutte e molti morti, nei primi due casi. Ma il giorno dopo si ricomincia a vivere, a pensare, a progettare un futuro nonostante tutto. Con un cataclisma nucleare i sopravvissuti entrano nella spirale dell’agonia per molti decenni. Ci sarà solo fuga e disperazione, mentre i danni invisibili agiscono con il favore del tempo nel manifestare le atroci conseguenze: senza futuro e con un presente terribile. E un territorio che sarà per lungo tempo deserto per gli uomini. Intanto, in mezzo a continue scosse di terremoto e ai capricci delle piogge, il governatore di Hokkaido, Harumi Takahashi, ha approvato il riavvio di un reattore nucleare nella prefettura. Takahashi ha detto di non avere obiezioni sul piano del governo centrale per il riavvio delle centrali nucleari: la scelta è caduta sul reattore 3 di Tomari che avrebbe superato gli stress test all’europea dopo un controllo di routine. Problemi di energia per il Giappone, nel pieno di una crisi economica evidenziata dal disastro di Fukushima e in difficoltà energetica, visto che anche i piani già approvati sulle rinnovabili hanno bisogno di tempo per essere realizzati.
La televisione giapponese Nhk è molto più affidabile, come fonte d’informazione su Fukushima, del sito internet di Ispra. Il sito dell’autorità italiana per la sicurezza nucleare e per la radioprotezione, infatti, non aggiorna più le informazioni provenienti dal Giappone dal 22 luglio scorso. E dal 5 luglio non informa più sullo stato della radioprotezione in Italia e in Europa, come faceva prima. E non comunica nemmeno i dati raccolti nell’emisfero boreale americano, prima di noi interessati a futuri sviluppi degli eventi, mentre le preoccupazioni della Cina e della Corea si fanno ogni giorno più grandi. Che della radioprotezione abbiamo bisogno nel lungo periodo, è una cosa ormai acclarata, e lo sviluppo della problematica nel Sol Levante è un fatto indiscutibile. Speriamo che sia solo un problema di comunicazione al pubblico, ma che i dati da Ispra vengano ancora raccolti. Prima di abbassare la guardia, col nucleare, occorrono molti anni. Per le rassicurazioni di regime alla popolazione ignorante, pochi giorni di silenzio.
A 100 km da Fukushima si è scoperto che i fanghi dei depuratori cittadini di Aizuwakamatsu hanno una concentrazione di becquerel venti volte superiore al limite consentito dalla legge. La punta dell’iceberg cresce mano mano che passano i giorni, con tutto quello che nasconde sotto. Pare che siano ben 17 le prefetture del nord del Giappone ad avere il problema dei fanghi di depurazione che non si possono più smaltire con l’interramento, poiché raggiungono o sperano i valori di 8.000 bequerel/kg, limite di legge, e il Giappone ha esattamente il doppio degli abitanti dell’Italia in un territorio di pari grandezza. E i cittadini si stanno organizzando in comitati contro i siti prescelti per l’interramento.
Ora dovrebbero capire, i nuclearisti sorridenti del dopo disastro alla Chicco Testa o Oscar Giannino, la differenza tra un terremoto, o il disastro del Vajont, e un incidente nucleare. Kmq di città distrutte e molti morti, nei primi due casi. Ma il giorno dopo si ricomincia a vivere, a pensare, a progettare un futuro nonostante tutto. Con un cataclisma nucleare i sopravvissuti entrano nella spirale dell’agonia per molti decenni. Ci sarà solo fuga e disperazione, mentre i danni invisibili agiscono con il favore del tempo nel manifestare le atroci conseguenze: senza futuro e con un presente terribile. E un territorio che sarà per lungo tempo deserto per gli uomini. Intanto, in mezzo a continue scosse di terremoto e ai capricci delle piogge, il governatore di Hokkaido, Harumi Takahashi, ha approvato il riavvio di un reattore nucleare nella prefettura. Takahashi ha detto di non avere obiezioni sul piano del governo centrale per il riavvio delle centrali nucleari: la scelta è caduta sul reattore 3 di Tomari che avrebbe superato gli stress test all’europea dopo un controllo di routine. Problemi di energia per il Giappone, nel pieno di una crisi economica evidenziata dal disastro di Fukushima e in difficoltà energetica, visto che anche i piani già approvati sulle rinnovabili hanno bisogno di tempo per essere realizzati.
La televisione giapponese Nhk è molto più affidabile, come fonte d’informazione su Fukushima, del sito internet di Ispra. Il sito dell’autorità italiana per la sicurezza nucleare e per la radioprotezione, infatti, non aggiorna più le informazioni provenienti dal Giappone dal 22 luglio scorso. E dal 5 luglio non informa più sullo stato della radioprotezione in Italia e in Europa, come faceva prima. E non comunica nemmeno i dati raccolti nell’emisfero boreale americano, prima di noi interessati a futuri sviluppi degli eventi, mentre le preoccupazioni della Cina e della Corea si fanno ogni giorno più grandi. Che della radioprotezione abbiamo bisogno nel lungo periodo, è una cosa ormai acclarata, e lo sviluppo della problematica nel Sol Levante è un fatto indiscutibile. Speriamo che sia solo un problema di comunicazione al pubblico, ma che i dati da Ispra vengano ancora raccolti. Prima di abbassare la guardia, col nucleare, occorrono molti anni. Per le rassicurazioni di regime alla popolazione ignorante, pochi giorni di silenzio.
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TENEREZZA ISTITUZIONALE
LA MERKEL E SARKOZY IN CONFERENZA STAMPA, AL DI LA' DELLA DISCUTIBILITA' DELLE LORO OPINIONI, SEMBRAVANO DUE AUTENTICI CAPI DI STATO
IDEE, DOMANDE E RISPOSTE CON I GIORNALISTI, NIENTE PUTTANE NE' PUTTANIERI, NESSUNA TELEFONATA DALL'ITALIA DI CUI QUALCUNO SI SAREBBE VANTATO PER AVER DATO LORO CONSIGLI
NEPPURE UNA IMPROBABILE "LIASION DANGEREUSE" TRA I DUE, SOLO AFFARI E POLITICA.
DA NOI, IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO SI DEVE AFFANNARE PER TENERE BUONI GLI SCILIPOTI DI TURNO, MARTINO E CROSETTO.
BOSSI DOVREBBE ANDARE IN PRIGIONE PER AVER TIRATO DI NUOVO FUORI L'ARGOMENTO SECESSIONE, SE ANDARE IN PRIGIONE FOSSE UNA COSA SERIA.
RARI MOMENTO DI TENEREZZA ISTITUZIONALE.
IDEE, DOMANDE E RISPOSTE CON I GIORNALISTI, NIENTE PUTTANE NE' PUTTANIERI, NESSUNA TELEFONATA DALL'ITALIA DI CUI QUALCUNO SI SAREBBE VANTATO PER AVER DATO LORO CONSIGLI
NEPPURE UNA IMPROBABILE "LIASION DANGEREUSE" TRA I DUE, SOLO AFFARI E POLITICA.
DA NOI, IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO SI DEVE AFFANNARE PER TENERE BUONI GLI SCILIPOTI DI TURNO, MARTINO E CROSETTO.
BOSSI DOVREBBE ANDARE IN PRIGIONE PER AVER TIRATO DI NUOVO FUORI L'ARGOMENTO SECESSIONE, SE ANDARE IN PRIGIONE FOSSE UNA COSA SERIA.
RARI MOMENTO DI TENEREZZA ISTITUZIONALE.
domenica 14 agosto 2011
SUPERCIUK TREMONTI ALLA RISCOSSA, ECCO IL SUPEREROE CHE RUBA AI POVERI PER DONARE AI RICCHI
SUPERCIUK TREMONTI VA ALL'ATTACCO, DOPO SETTIMANE DI TRISTE DIFESA E SILENZIO IMBARAZZATO: "LA CRISI NON ERA PREVEDIBILE. SCRIVERO' UN LIBRO". STIAMO PARLANDO DELLA STESSA PERSONA CHE IN COBUTTA CON IL SUO SODALE, IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO BERLUSKAZZ, NEGAVA PERFINO, A TRATTI, L'ESISTENZA DI UNA CRISI E PONTIFICAVA CON SUFFICIENZA E ARROGANZA SUL MERCATO RIBASSISTA?
HA CERCATO DI VENDERE L'APPROVAZIONE DELLA MERKEL SULLA MANOVRA DI LUGLIO, CHE ERA APPARSA INSUFFICIENTE PERFINO PRIMA DELLA RIAPERTURA DEI MERCATI. MA LA MERKEL AVEVA DICHIARATO:
"Trovo assolutamente buono il programma di risparmi", ha affermato il cancelliere tedesco, aggiungendo tuttavia che "il debito italiano non è proprio basso e la strada da percorrere per l'Italia sarà ancora lunga, ma la misura ferma e decisiva che è stata presa ha fatto bene all'Italia".
LA STRADA DA PERCORRERE SARA' ANCORA LUNGA. SUPERCIUK TREMONTI SI IMPAPPINA NEI DETTAGLI...
IL GRANDE ECONOMISTA SI E' RIVELATO UN CIALTRONE COMMERCIALISTA PRESUNTUOSO.
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI!
HA CERCATO DI VENDERE L'APPROVAZIONE DELLA MERKEL SULLA MANOVRA DI LUGLIO, CHE ERA APPARSA INSUFFICIENTE PERFINO PRIMA DELLA RIAPERTURA DEI MERCATI. MA LA MERKEL AVEVA DICHIARATO:
"Trovo assolutamente buono il programma di risparmi", ha affermato il cancelliere tedesco, aggiungendo tuttavia che "il debito italiano non è proprio basso e la strada da percorrere per l'Italia sarà ancora lunga, ma la misura ferma e decisiva che è stata presa ha fatto bene all'Italia".
LA STRADA DA PERCORRERE SARA' ANCORA LUNGA. SUPERCIUK TREMONTI SI IMPAPPINA NEI DETTAGLI...
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MA DEL REGALO AL BERLUSKAZZ DEL BEAUTY CONTEST NON SI PARLA MAI
Digitale terrestre. Si avvicina l’ora della Toscana. Qualcuno dice a rilento, nonostante l’anticipo di sei mesi, si sta realizzando il calendario dello switch off, il passaggio alla nuova televisione, con una novità: la settimana prossima il Ministero dello Sviluppo pubblicherà i bandi per le frequenze da assegnare a Liguria, Toscana con la provincia di Viterbo, Umbria e Marche, le ultime regioni che quest’anno passeranno al digitale terrestre, mentre entro il giugno prossimo toccherà ad Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Fioccano le polemiche, naturalmente. Nelle regioni ormai digitalizzate la qualità del segnale è piuttosto scadente, specialmente in caso di maltempo. Ampi zone montane sono escluse, al governo lo sapevano ma sono andati avanti lo stesso, per le caratteristiche fisiche di trasmissione del segnale digitale, che non supera gli ostacoli. Hanno rimediato col satellite, così in montagna hanno due decoder perché Rai e Mediaset hanno costituito un sistema separato da Sky. Ma per salvare la Rete 4 di Berlusconi dalle multe dell’Europa e dalle sentenze dei tribunali e conservare l’oligopolio televisivo tutto andava bene. Le emittenti piccole, con poca capacità di investire in tecnologia, saranno costrette a un ulteriore ridimensionamento, se non a scomparire: il digitale in situazione di disturbo semplicemente non funziona E così la trasformazione tecnologica dall’analogico al digitale dell’Italia verrà ricordata come un caso clamoroso di sprechi pubblici e rafforzamento dell’oligopolio, guidata da un formalmente ex dipendente Mediaset, il ministro Romani. Che non si è fatto scrupolo, attraverso complicati regolamenti, di mettere i bastoni nelle ruote dei competitor alternativi sulla numerazione dei canali e sulle autorizzazioni ai fornitori di contenuti digitali, creando di fatto un vantaggio per le due principali aziende nazionali nel silenzio interessato di Telecom Italia Media. Già. Il settore della televisione in Italia è sempre stato un Far West. Fin dai tempi in cui Bettino Craxi (20 ottobre 1984) rientrò precipitosamente da una visita di Stato a Londra per fare di sabato mattina un decreto legge per salvare le trasmissioni Fininvest dall’oscuramento ordinato dai pretori per le violazioni della legge fatte da Berlusconi. Il passaggio al digitale terrestre lascia libere le frequenze su cui trasmetteva il segnale analogico. Queste frequenze vanno all’asta: compagnie televisive e telefoniche sono interessate. Queste ultime pagheranno allo Stato per il diritto di occuparle per i prossimi 20 anni una cifra compresa tra 2,4 e 3,1 miliardi di euro, ossigeno per il deficit italiano, mediante un asta a rilancio. Mentre le compagnie televisive, attraverso un sofisticato meccanismo “truffaldino” chiamato beauty contest, che elimina l’asta e il pagamento di denaro, le riceveranno gratis. Per il Presidente del Consiglio un regalo da 2 miliardi di euro. Ecco perché fino al 6 settembre, termine ultimo per la presentazione delle offerte è sicuro che non si possa parlare assolutamente di un ricambio politico in Italia: Paolo Romani deve portare a casa il prezioso cadeau che consentirà in futuro a Mediaset di continuare a fare il bello e cattivo tempo sull’etere, come confermato dalla legge Gasparri del 2006 che di tutto si occupò tranne che del pluralismo dell’informazione e del libero mercato. Gratis saranno le frequenze anche per Rai e TIMedia, che infatti ben si guardano da informare sull’argomento il pubblico. Una perdita per l’erario di almeno 3 miliardi con la benedizione del garante, l’Agcom. A noi rimane solo di pagare gli abbonamenti premium per i campionati di calcio, salvo incavolature se il segnale non arriverà. Il conto della manovra economica prossima ventura sarà caricato anche dei mancati introiti delle frequenze regalate alle televisioni, probabilmente a pagare ci siamo ormai rassegnati.
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IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO COME FONZIE, E FA PURE LA MANOVRA!
Consiglio dei Ministri per rispondere alla crisi dei mercati finanziari. Un effetto diretto della manovra economica ci riguarda strettamente da vicino; le province sotto i 300.000 abitanti saranno accorpate, quindi anche Siena capoluogo di provincia, con buona pace del presidente Bezzini, sparirà. All’inizio di luglio l’astensione del PD alla Camera aveva negato la vittoria alla proposta di legge dell’IDV in votazione, nel giro di un mese la speculazione di borsa è riuscita ad ottenere un risultato clamoroso. Senza danni per la cittadinanza: qualcuno è mai andato in Provincia per qualche pratica? Il futuro, ormai segnato, è negli Ato, la nuova parola magica che definisce un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati. La Toscana è già divisa territorialmente in Ato, e Siena, insieme alle province di Arezzo e Grosseto, siamo inseriti nell’Area vasta Toscana Sud che ha avuto il battesimo lo scorso 19 aprile in quel di Petriolo. Quasi un peccato che due dei tre protagonisti di allora, i presidenti Bezzini (Siena), Vasai (Arezzo) e Marras (Grosseto), rimarranno senza poltrona. Torniamo a Roma. La conferenza stampa del governo, dopo il Consiglio delle ore 19, assomiglia, se ci passate il paragone, a una puntata della sit-com “Sos Tata” con la Bce a fare la parte della tata che impone nuove regole giuste, ma severe mal accettate, Berlusconi a fare il genitore che, negando ogni responsabilità e gridando al fato avverso, deve cambiare atteggiamento col figlio discolo, impersonato da SUPERCIUK Giulio Tremonti. Che si trova, a sua volta, a dover raccontarci cosa la Tata gli ha ordinato di fare. In ogni caso, dovremo aspettare domani i dettagli della manovra economica da 20+25,5 miliardi di euro in due anni per poter sapere esattamente come colpiranno ogni singolo cittadino su assegni familiari, diritto all’asilo, tasse. Poi lunedì sarà la volta dei mercati finanziari rispondere sul campo, valutato l’impatto totale della manovra che dovrà riportare il pareggio di bilancio nel 2013, migliorando o meno l’affidabilità dell’Italia.In giornata Banca d’Italia ci aveva puntualmente informato che il debito pubblico aveva sfondato il muro dei 1.900 miliardi di euro, Draghi sta per partire alla Bce e non si lascia nulla al caso. La performance del Presidente del Coniglio è stata abbastanza sottotono, senza quei lampi di spirito per cui è stato famoso, e ha ammesso che “le imposizioni metteranno le mani nelle tasche degli italiani”, senza pronunciare la fatidica parola TASSE come un qualsiasi Fonzie che non riusciva a dire ”ho sbagliato” in nessuna puntata di Happy Days. In cantiere ci sono tagli alle amministrazioni locali per cui sapremo nei prossimi giorni quante altre linee di bus ci verranno tagliate più di quanto fatto finora.
IL REGIME PUBBLICITARIO SEMBRA AVERE I GIORNI CONTATI.
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giovedì 21 luglio 2011
TOH, RIPARLANO DI ICI!
I MIEI TRE LETTORI BEN RICORDERANNO COME LEXDC E' SEMPRE STATO A FAVORE DELL'ESISTENZA DI UNA TASSA CHIAMATA ICI. PIUTTOSTO LEVIAMONE ALTRE, PIU' OPINABILI, MA MANTENIAMO L'ICI.
ICI E' LA VERA TASSA FEDERALISTA E INTERCLASSISTA. IL MATTONE E' LI', FERMO, BEN VISIBILE, OGNI CASA HA UN PADRONE, VERO O PRESTANOME CHE SIA, INDIVIDUO O SOCIETA' CHE SIA. INDIVIDUA REALMENTE LA PRESENZA DELLA POPOLAZIONE SUL TERRITORIO, SIA STANZIALE CHE VACANZIERA, RISCUOTE DI PIU' DOVE C'E' PIU' POPOLAZIONE E CHIARISCE SUBITO COME VA REDISTRIBUITA.
PUO' ESSERE IN CARICO AI COMUNI, CHE HANNO TUTTO L'INTERESSE COSI' A FERMARE EVASIONE E ABUSIVISMO E CI LAVORANO SOPRA PERCHE' IL RISULTATO LI PREMIA.
SAREBBE MEGLIO NON PAGARE TASSE, MA VISTO CHE E' NECESSARIO, ALMENO QUANDO PAGO L'ICI DI CASA MIA HO LA CERTEZZA CHE TUTTE LE ABITAZIONI, CHIUNQUE SIA IL PROPRIETARIO, PAGHERANNO ANCHE LORO. NON COME IL CANONE TV, PER FARE UN ESEMPIO...
ICI E' LA VERA TASSA FEDERALISTA E INTERCLASSISTA. IL MATTONE E' LI', FERMO, BEN VISIBILE, OGNI CASA HA UN PADRONE, VERO O PRESTANOME CHE SIA, INDIVIDUO O SOCIETA' CHE SIA. INDIVIDUA REALMENTE LA PRESENZA DELLA POPOLAZIONE SUL TERRITORIO, SIA STANZIALE CHE VACANZIERA, RISCUOTE DI PIU' DOVE C'E' PIU' POPOLAZIONE E CHIARISCE SUBITO COME VA REDISTRIBUITA.
PUO' ESSERE IN CARICO AI COMUNI, CHE HANNO TUTTO L'INTERESSE COSI' A FERMARE EVASIONE E ABUSIVISMO E CI LAVORANO SOPRA PERCHE' IL RISULTATO LI PREMIA.
SAREBBE MEGLIO NON PAGARE TASSE, MA VISTO CHE E' NECESSARIO, ALMENO QUANDO PAGO L'ICI DI CASA MIA HO LA CERTEZZA CHE TUTTE LE ABITAZIONI, CHIUNQUE SIA IL PROPRIETARIO, PAGHERANNO ANCHE LORO. NON COME IL CANONE TV, PER FARE UN ESEMPIO...
ALITALIA, LA FREGATURA CONTINUA
IL COMMISSARIO FANTOZZI, L'UOMO CHE SENZA UNA LEGGE FATTA APPOSITAMENTE DAL PRESIDENTE DEL CONIGLIO AVREBBE COMMESSO TANTE DI QUELLE NEFANDEZZE NELLA GESTIONE DEL FALLIMENTO ALITALIA DA FINIRE IN GALERA CON LA CHIAVE GETTATA NEL TEVERE, SE NE VA.
PER NON DOVER METTERE MANO AI RISARCIMENTI E NON DOVER DARE SPIEGAZIONI A CHICCHESSIA, IL GOVERNO SI E' INVENTATO UNA LEGGINA CHE CONSENTE AL NOSTRO, CHE HA SEMPRE OPERATO CON UN FILO DOPPIO DI CONTATTO CON PALAZZO CHIGI E CHE PRESUMIBILMENTE NON ERA ALL'OSCURO DELL'OPERAZIONE, DI TIRARSI INDIETRO E BLOCCARE TUTTO, COMPRESA L'AZIONE DI RESPONSABILITA' SUI VECCHI AMMINISTRATORI.
PER NON DOVER METTERE MANO AI RISARCIMENTI E NON DOVER DARE SPIEGAZIONI A CHICCHESSIA, IL GOVERNO SI E' INVENTATO UNA LEGGINA CHE CONSENTE AL NOSTRO, CHE HA SEMPRE OPERATO CON UN FILO DOPPIO DI CONTATTO CON PALAZZO CHIGI E CHE PRESUMIBILMENTE NON ERA ALL'OSCURO DELL'OPERAZIONE, DI TIRARSI INDIETRO E BLOCCARE TUTTO, COMPRESA L'AZIONE DI RESPONSABILITA' SUI VECCHI AMMINISTRATORI.
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sabato 2 luglio 2011
IL NON-PARTITO ELEGGE IL NON-SEGRETARO: ANJOLIE AL FANO
GIA' UNO CHE SI FA CHIAMARE ANGIOLINO COL SUFFISSO INO E' RIDUTTIVO DELLA PROPRIA PERSONA E DELLA PROPRIA PERSONALITA', SICURAMENTE IN POLITICA. PER CHIARIRCI, E' UN SUBALTERNO PRIMA ANCORA DI SAPERE QUELLO CHE FA NELLA VITA. NESSUNO AVREBBE MAI PENSATO DI CHIAMARE ANDREOTTI GIULIETTO...
SE POI DIVENTA IL NON-SEGRETARIO DEL NON-PARTITO, PERCHE' IL SEGRETARIO DI UN PARTITO DECIDE, MENTRE ANJOLIE GIA' DALL'ITER DELLA SUA NOMINA SI E' CAPITO CHE NON SI E' PROPOSTO E NON E' STATO SCELTO, MA E' UN PARTO DELLA FANTASIA DEL BERLUSKAZZ PIUTTOSTO CHE DELLA ENDEMOL:
E' STATO NOMINATO, QUINDI COME UN QUALSIASI CONCORRENTE DEL GRANDE FRATELLO AVRA' LA SUA SETTIMANA DI GLORIA, SEMPRE GUIDATO DAI FILI INVISIBILI DELLA "CASA DELLE LIBERTA'", AL TERMINE DELLA QUALE UNA VOTAZIONE TELEGUIDATA DALLO "PSICONANO" COME LO CHIAMA GRILLO, DECIDERA' SE RIMANERE A FARE IL PRESTAVOLTO DEL BERLUSKAZZ O A ESSERE SOSTITUITO DA QUALCHE ALTRO MERCENARIO PER ALLUNGARE IL BRODO DELLA PERMANENZA AL POTERE DELLA CASTA MEDIASET.
SE POI DIVENTA IL NON-SEGRETARIO DEL NON-PARTITO, PERCHE' IL SEGRETARIO DI UN PARTITO DECIDE, MENTRE ANJOLIE GIA' DALL'ITER DELLA SUA NOMINA SI E' CAPITO CHE NON SI E' PROPOSTO E NON E' STATO SCELTO, MA E' UN PARTO DELLA FANTASIA DEL BERLUSKAZZ PIUTTOSTO CHE DELLA ENDEMOL:
E' STATO NOMINATO, QUINDI COME UN QUALSIASI CONCORRENTE DEL GRANDE FRATELLO AVRA' LA SUA SETTIMANA DI GLORIA, SEMPRE GUIDATO DAI FILI INVISIBILI DELLA "CASA DELLE LIBERTA'", AL TERMINE DELLA QUALE UNA VOTAZIONE TELEGUIDATA DALLO "PSICONANO" COME LO CHIAMA GRILLO, DECIDERA' SE RIMANERE A FARE IL PRESTAVOLTO DEL BERLUSKAZZ O A ESSERE SOSTITUITO DA QUALCHE ALTRO MERCENARIO PER ALLUNGARE IL BRODO DELLA PERMANENZA AL POTERE DELLA CASTA MEDIASET.
IL REGIME PUBBLICITARIO ESISTE: SE NE E' ACCORTO ANCHE SANTORO
UNA DELLE TEORIE PIU' INTERESSANTI CHE ABBIAMO PROPOSTO DA QUANDO ESISTE QUESTO BLOG E' L'ESISTENZA IN ITALIA DI UN REGIME, CHE ABBIAMO CHIAMATO "PUBBLICITARIO".
L'INTERVISTA ODIERNA A MICHELE SANTORO SU IL FATTO QUOTIDIANO DIVENTA UN TASSELLO IMPORTANTE PER LA PRESA DI COSCIENZA CHE FA L'ANCHORMAN ITALIANO:
E allora come si spiega la retromarcia di La7? In fondo, si erano fatti avanti loro.
Evidentemente c’è stato un intervento esterno per bloccare un’acquisto importante per realizzare un terzo polo televisivo che poteva diventare dirompente per il duopolio Rai-Mediaset. Se Sky e La7 raccogliessero insieme la pubblicità, sarebbe un terremoto. Perché Rai e Mediaset sono due aziende in profonda crisi che si tengono in piedi l’una sulle debolezze dell’altra. Quando i partiti, diversamente dalla Prima Repubblica, non rappresentano che i propri gruppi dirigenti senza un progetto culturale, le tv sottostanti ne risentono: dirigenti sempre più mediocri e incompetenti, nessuno sa cosa sia il prodotto, nessuno progetta né pensa né innova. Così si finisce per appaltare tutto agli impresari delle star e ai venditori di format. Gestiscono budget e personaggi, se vuoi una star devi prenderti tutto il pacchetto pieno di patacche. Risultato: il palinsesto si svuota, la programmazione finisce non più a luglio-agosto, ma fra un po’ si esaurirà poco dopo il Festival di Sanremo, ad aprile.
Questo “intervento esterno” su La7 ha un nome?
Un nome e un cognome: conflitto d’interessi. Politico e industriale insieme. Un’azienda, Mediaset, occupa il governo, il Parlamento, le Autorità, la Rai e piega tutto al proprio tornaconto. Con i numeri che facciamo, dovremmo avere una fila di editori: invece c’è la fuga. La miglior prova della debolezza organica delle classi dirigenti e del capitalismo, incapace di tradurre in progetti e prodotti le idee migliori e di portarle al pubblico. Non è un regime, ma un paese semilibero sì.
Martedì scorso il governo toglie il controllo della rete telefonica (PROPRIETARIA DELLA TELEVISIONE LA7) alla compagnia. Giovedì salta l’accordo con il giornalista e, miracolo, il progetto non c’è più...
L'INTERVISTA ODIERNA A MICHELE SANTORO SU IL FATTO QUOTIDIANO DIVENTA UN TASSELLO IMPORTANTE PER LA PRESA DI COSCIENZA CHE FA L'ANCHORMAN ITALIANO:
E allora come si spiega la retromarcia di La7? In fondo, si erano fatti avanti loro.
Evidentemente c’è stato un intervento esterno per bloccare un’acquisto importante per realizzare un terzo polo televisivo che poteva diventare dirompente per il duopolio Rai-Mediaset. Se Sky e La7 raccogliessero insieme la pubblicità, sarebbe un terremoto. Perché Rai e Mediaset sono due aziende in profonda crisi che si tengono in piedi l’una sulle debolezze dell’altra. Quando i partiti, diversamente dalla Prima Repubblica, non rappresentano che i propri gruppi dirigenti senza un progetto culturale, le tv sottostanti ne risentono: dirigenti sempre più mediocri e incompetenti, nessuno sa cosa sia il prodotto, nessuno progetta né pensa né innova. Così si finisce per appaltare tutto agli impresari delle star e ai venditori di format. Gestiscono budget e personaggi, se vuoi una star devi prenderti tutto il pacchetto pieno di patacche. Risultato: il palinsesto si svuota, la programmazione finisce non più a luglio-agosto, ma fra un po’ si esaurirà poco dopo il Festival di Sanremo, ad aprile.
Questo “intervento esterno” su La7 ha un nome?
Un nome e un cognome: conflitto d’interessi. Politico e industriale insieme. Un’azienda, Mediaset, occupa il governo, il Parlamento, le Autorità, la Rai e piega tutto al proprio tornaconto. Con i numeri che facciamo, dovremmo avere una fila di editori: invece c’è la fuga. La miglior prova della debolezza organica delle classi dirigenti e del capitalismo, incapace di tradurre in progetti e prodotti le idee migliori e di portarle al pubblico. Non è un regime, ma un paese semilibero sì.
Martedì scorso il governo toglie il controllo della rete telefonica (PROPRIETARIA DELLA TELEVISIONE LA7) alla compagnia. Giovedì salta l’accordo con il giornalista e, miracolo, il progetto non c’è più...
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venerdì 27 maggio 2011
DIFENDIAMO I DIRITTI DEI NUCLEARISTI ITALIANI, FACCIAMO IL REFERENDUM!
da www.ilcittadinoonline.it "SIENA. Non sappiamo molto, in effetti, sui referendum che si dovranno tenere nel prossimo 12-13 giugno, causa il poco interesse dei grandi mezzi di informazione, specie televisivi. Però con l’approvazione, 301 sì, 280 no e due astenuti, alla Camera del decreto omnibus, che contiene anche la moratoria sul nucleare, strombazzata dal governo ai quattro venti, almeno del referendum sul nucleare stesso se ne parla abbastanza. Per chiarezza diciamo che col termine “se ne parla abbastanza” vuol dire che anche la popolazione non acculturata che pende informativamente dai principali mass media ha una qualche conoscenza di un argomento. Nel testo licenziato dalla Camera si dice che: “Tutti i programmi sull'atomo sono congelati «al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche». Allo scopo, come dichiarato dallo stesso Silvio Berlusconi, di evitare il referendum sul nucleare, pensando così di avere mano libera il giorno dopo.
«Aspettiamo un paio d'anni», ha detto il premier, «poi riproporremo la questione a un'opinione pubblica più consapevole» e non emotivamente condizionata dal disastro della centrale di Fukushima. Al decreto manca ora solo la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La palla passerà poi alla Corte di Cassazione, che dovrà stabilire se la nuova legge, se modifica nel senso indicato dai promotori del referendum la legge 99/2009 voluta da Berlusconi che dava inizio alla seconda era nucleare italiana, annulla la consultazione popolare o bisognerà andare alle urne. Si dividono le opinioni dei giuristi sull’argomento, ovviamente.
In questa sede vorremmo introdurre un diverso elemento da tenere in considerazione. L’istituto del referendum abrogativo prevede, nel caso di vittoria del si, l’abrogazione di una legge o di parte di essa. La legge 25 maggio 1970, n.352 che regola la materia referendaria, prevede l’immediata attuazione della sentenza, senza creare al legislatore nessun problema temporale a riproporre la materia ad esame e approvazione del Parlamento. Quindi questo decreto di “moratoria” è assolutamente inutile: niente impedisce al governo, con la vittoria del si, a fare una nuova legge pro-nucleare, contrariamente a quanto crede la maggior parte di noi! Al contrario, la n.352 prevede: “Nel caso che il risultato del referendum sia contrario all'abrogazione di una legge, o di un atto avente forza di legge, o di singole disposizioni di essi, ne è data notizia e non può proporsi richiesta di referendum per l'abrogazione della medesima legge, o atto avente forza di legge, o delle disposizioni suddette, fermo il disposto dell'articolo 31, prima che siano trascorsi cinque anni”. Quindi il mancato svolgimento del referendum lede i diritti di chi, come Testa e Veronesi, crede nel nucleare e nelle possibilità che la legge 99/2009 dia quello sviluppo che manca al Paese e che, vedendo tanta affluenza alle urne e la vittoria del NO al quesito referendario, abbia la garanzia che per almeno cinque anni quei rompiscatole degli antinuclearisti se ne stiano in silenzio, magari in castigo dietro la lavagna."
«Aspettiamo un paio d'anni», ha detto il premier, «poi riproporremo la questione a un'opinione pubblica più consapevole» e non emotivamente condizionata dal disastro della centrale di Fukushima. Al decreto manca ora solo la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La palla passerà poi alla Corte di Cassazione, che dovrà stabilire se la nuova legge, se modifica nel senso indicato dai promotori del referendum la legge 99/2009 voluta da Berlusconi che dava inizio alla seconda era nucleare italiana, annulla la consultazione popolare o bisognerà andare alle urne. Si dividono le opinioni dei giuristi sull’argomento, ovviamente.
In questa sede vorremmo introdurre un diverso elemento da tenere in considerazione. L’istituto del referendum abrogativo prevede, nel caso di vittoria del si, l’abrogazione di una legge o di parte di essa. La legge 25 maggio 1970, n.352 che regola la materia referendaria, prevede l’immediata attuazione della sentenza, senza creare al legislatore nessun problema temporale a riproporre la materia ad esame e approvazione del Parlamento. Quindi questo decreto di “moratoria” è assolutamente inutile: niente impedisce al governo, con la vittoria del si, a fare una nuova legge pro-nucleare, contrariamente a quanto crede la maggior parte di noi! Al contrario, la n.352 prevede: “Nel caso che il risultato del referendum sia contrario all'abrogazione di una legge, o di un atto avente forza di legge, o di singole disposizioni di essi, ne è data notizia e non può proporsi richiesta di referendum per l'abrogazione della medesima legge, o atto avente forza di legge, o delle disposizioni suddette, fermo il disposto dell'articolo 31, prima che siano trascorsi cinque anni”. Quindi il mancato svolgimento del referendum lede i diritti di chi, come Testa e Veronesi, crede nel nucleare e nelle possibilità che la legge 99/2009 dia quello sviluppo che manca al Paese e che, vedendo tanta affluenza alle urne e la vittoria del NO al quesito referendario, abbia la garanzia che per almeno cinque anni quei rompiscatole degli antinuclearisti se ne stiano in silenzio, magari in castigo dietro la lavagna."
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giovedì 26 maggio 2011
MORATTI LETIZIA, SIAMO NON ALLA FRUTTA, MA ALL'AMMAZZACAFFE'!
LA "MESTIZIA" MORATTI, PUR DI PERDERE LE ELEZIONI MILANESI, LE STA TENTANDO DI TUTTE.
PER CHIUDERE LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL BALLOTTAGGIO E INGRAZIANRSI IL VOTO DEI LEGHISTI, HA DECISO DI DARE UN CONCERTO PUBBLICO METTENDOSI IN MANO A UN NAPOLETANO E A UNA RUMENA!
GIGGI D'ALESSIO E ALEXANDRA STAN!
GIA' IL FURTO D'AUTO ERA L'AMMISSIONE CHE ERAVAMO ALLA FRUTTA, MA CON QUESTA PONDERATA SCELTA MEDIATICA, SIGNORA MORATTI, SIAMO PROPRIO ALL'AMMAZZACAFFE'!
CI SAREBBE ANCHE KID CREOLE, CHE TRA L'ALTRO E' PURE NERO O, PARDON, DIVERSAMENTE BIANCO, O ANCORA ABBRONZATO ALL'OBAMA.
MA RICORDARE ANCHE QUESTO CI SEMBREREBBE DI "SPARARE SULLA CROCE ROSSA"... O PER INGRAZIARCI LA LEGA NORD, SAREBBE PIU' APPROPRIATO DIRE "COME SPARARE SULLA MEZZALUNA ROSSA".
PER CHIUDERE LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL BALLOTTAGGIO E INGRAZIANRSI IL VOTO DEI LEGHISTI, HA DECISO DI DARE UN CONCERTO PUBBLICO METTENDOSI IN MANO A UN NAPOLETANO E A UNA RUMENA!
GIGGI D'ALESSIO E ALEXANDRA STAN!
GIA' IL FURTO D'AUTO ERA L'AMMISSIONE CHE ERAVAMO ALLA FRUTTA, MA CON QUESTA PONDERATA SCELTA MEDIATICA, SIGNORA MORATTI, SIAMO PROPRIO ALL'AMMAZZACAFFE'!
CI SAREBBE ANCHE KID CREOLE, CHE TRA L'ALTRO E' PURE NERO O, PARDON, DIVERSAMENTE BIANCO, O ANCORA ABBRONZATO ALL'OBAMA.
MA RICORDARE ANCHE QUESTO CI SEMBREREBBE DI "SPARARE SULLA CROCE ROSSA"... O PER INGRAZIARCI LA LEGA NORD, SAREBBE PIU' APPROPRIATO DIRE "COME SPARARE SULLA MEZZALUNA ROSSA".
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L'ITALIA NON E' UN PAESE PER GIOVANI. EGIDIO PANI A BARI
VE LO SCRIVE UN CINQUANTENNE, POTETE CREDERCI! RIPORTO SOLO L'ARTICOLO DEL FATTO QUOTIDIANO (IN SINTESI) CHE TANTO NON C'E' DA AGGIUNGERE ALTRO:
Egidio Pani, (78 ANNI!) vincitore di un concorso pubblico per un posto da consulente presso l’ufficio stampa dell’Università di Bari. Giornalista pubblicista prestato alla politica. Un nome che ha fatto la storia della città di Bari, avendo rivestito, tra l’altro, la poltrona di vice sindaco. Una pensione da ex dirigente regionale, SI METTE IN CONCORRENZA CONTRO Una schiera di quarantenni, trentenni, magari precari, che in quel concorso avevano intravisto l’ancora di salvezza.
Il bando presentava le sue mille ambiguità: iscrizione all’albo dei pubblicisti da almeno 25 anni. Una condizione che avrebbe escluso l’accesso al posto almeno agli under 45. Fu l’Università a fare un passo indietro e a rimuovere la clausola. Ma nei fatti cambiò poco, perché non veniva fissato un tetto massimo di età per i partecipanti. E 30 dei 50 punti richiesti venivano acquisiti con l’esperienza.
Il risultato Scontato. L’ “esperto” Pani ha sbaragliato la concorrenza ottenendo tutti quei punti. E lo scorso marzo gli è stato assegnato l’incarico dal rettore Corrado Petrocelli. Suscitando l’ira del sindacato dei giornalisti, dei giovani precari, di alcune associazioni studentesche e persino del sindaco di Bari, Michele Emiliano.
A questa ondata di malumori, l’eterno ragazzo ha risposto con un atto simbolico. La rinuncia al compenso. Decisione definita dal presidente dell’Assostampa Raffaele Lorusso (giornalista di Repubblica) un ulteriore errore. “Accettando una prestazione professionale gratuita – si legge nel comunicato – per giunta da parte di un pensionato, l’Università di Bari avalla l’idea che il lavoro giornalistico non vale niente”.
Tutto inutile. Egidio Pani non demorde e si tiene bella stretta la poltrona. pochi giorni fa l’Università di Bari pubblica nell’ambito delle prescrizioni del decreto Brunetta i compensi ai consulenti. Tra questi spunta una voce: Egidio Pani, al quale viene destinata la retribuzione di poco più di 21 mila euro per l’incarico annuale, a partire dal 20 maggio 2011. Senza nessuna comunicazione di rinuncia, di fatto smascherando la promessa disattesa.
L'ITALIA CONTINUA A NON ESSERE UN PAESE PER GIOVANI. SOLO PER VECCHI RACCOMANDATI E POSSIBILMENTE RINCOGLIONITI CHE FACCIANO IL GIOCO DEL POTERE DELLA GERONTOCRAZIA.
Egidio Pani, (78 ANNI!) vincitore di un concorso pubblico per un posto da consulente presso l’ufficio stampa dell’Università di Bari. Giornalista pubblicista prestato alla politica. Un nome che ha fatto la storia della città di Bari, avendo rivestito, tra l’altro, la poltrona di vice sindaco. Una pensione da ex dirigente regionale, SI METTE IN CONCORRENZA CONTRO Una schiera di quarantenni, trentenni, magari precari, che in quel concorso avevano intravisto l’ancora di salvezza.
Il bando presentava le sue mille ambiguità: iscrizione all’albo dei pubblicisti da almeno 25 anni. Una condizione che avrebbe escluso l’accesso al posto almeno agli under 45. Fu l’Università a fare un passo indietro e a rimuovere la clausola. Ma nei fatti cambiò poco, perché non veniva fissato un tetto massimo di età per i partecipanti. E 30 dei 50 punti richiesti venivano acquisiti con l’esperienza.
Il risultato Scontato. L’ “esperto” Pani ha sbaragliato la concorrenza ottenendo tutti quei punti. E lo scorso marzo gli è stato assegnato l’incarico dal rettore Corrado Petrocelli. Suscitando l’ira del sindacato dei giornalisti, dei giovani precari, di alcune associazioni studentesche e persino del sindaco di Bari, Michele Emiliano.
A questa ondata di malumori, l’eterno ragazzo ha risposto con un atto simbolico. La rinuncia al compenso. Decisione definita dal presidente dell’Assostampa Raffaele Lorusso (giornalista di Repubblica) un ulteriore errore. “Accettando una prestazione professionale gratuita – si legge nel comunicato – per giunta da parte di un pensionato, l’Università di Bari avalla l’idea che il lavoro giornalistico non vale niente”.
Tutto inutile. Egidio Pani non demorde e si tiene bella stretta la poltrona. pochi giorni fa l’Università di Bari pubblica nell’ambito delle prescrizioni del decreto Brunetta i compensi ai consulenti. Tra questi spunta una voce: Egidio Pani, al quale viene destinata la retribuzione di poco più di 21 mila euro per l’incarico annuale, a partire dal 20 maggio 2011. Senza nessuna comunicazione di rinuncia, di fatto smascherando la promessa disattesa.
L'ITALIA CONTINUA A NON ESSERE UN PAESE PER GIOVANI. SOLO PER VECCHI RACCOMANDATI E POSSIBILMENTE RINCOGLIONITI CHE FACCIANO IL GIOCO DEL POTERE DELLA GERONTOCRAZIA.
LL'ITALIA NON E' UN PAESE PER GIOVANI
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lunedì 23 maggio 2011
I GIORNI DEL SILENZIO
LUNEDI' SERA DOPO LO SPOGLIO DELLE ELEZIONI LA MACCHINA DEL CONSENSO BERLUSCONIANO SI E' DOVUTA RESETTARE PER AFFRONTARE L'IMPREVISTO MILANO.
SONO OCCORSI GIORNI DI SILENZIO DEL PRESIDENTE DEL CONIGLIO PER EVITARE DI INFLUENZARE NEGATIVAMENTE L'OPINIONE PUBBLICA E I SONDAGGI CON DICHIARAZIONI SPONTANEE MA AVVENTATE.
L'UOMO POLITICO, NATURALMENTE FALSO COME MAI NESSUNO, DIRA' SOLO COSE CHE CERCHERANNO OGGI DI FARGLI AVERE IL MASSIMO DEL CONSENSO E NON QUELLO CHE SEMBRA A LUI GIUSTO PER IL PAESE. E' ANDANDO AVANTI CON QUESTA MIOPIA POLITICA CHE SI DISTRUGGE IL BENE COMUNE E QUELLO CHE GENERAZIONI DI ITALIANI HANNO COSTRUITO CON FATICA.
BRANCOLIAMO NEL BUIO, NEL BUIO DOVE SIAMO STATI CONDOTTI. E I POVERETTI RINGRAZIANO.
LE PROVE DEL POTERE DEL REGIME PUBBLICITARIO CONTINUANO A PRODURSI PER LA CECITA' DEI MOLTI.
POI, DULCIS IN FUNDO, C'E' STATA LA PROVA DI FORZA DELLE CINQUE CONFERENZE STAMPA NEI CINQUE CANALI TV CONTROLLATI DAL REHIME STESSO, CHE HANNO PRODOTTO IL MEGLIO DELLA FABBRICA DEL FANGO DEGLI ULTIMI TEMPI.
SONO OCCORSI GIORNI DI SILENZIO DEL PRESIDENTE DEL CONIGLIO PER EVITARE DI INFLUENZARE NEGATIVAMENTE L'OPINIONE PUBBLICA E I SONDAGGI CON DICHIARAZIONI SPONTANEE MA AVVENTATE.
L'UOMO POLITICO, NATURALMENTE FALSO COME MAI NESSUNO, DIRA' SOLO COSE CHE CERCHERANNO OGGI DI FARGLI AVERE IL MASSIMO DEL CONSENSO E NON QUELLO CHE SEMBRA A LUI GIUSTO PER IL PAESE. E' ANDANDO AVANTI CON QUESTA MIOPIA POLITICA CHE SI DISTRUGGE IL BENE COMUNE E QUELLO CHE GENERAZIONI DI ITALIANI HANNO COSTRUITO CON FATICA.
BRANCOLIAMO NEL BUIO, NEL BUIO DOVE SIAMO STATI CONDOTTI. E I POVERETTI RINGRAZIANO.
LE PROVE DEL POTERE DEL REGIME PUBBLICITARIO CONTINUANO A PRODURSI PER LA CECITA' DEI MOLTI.
POI, DULCIS IN FUNDO, C'E' STATA LA PROVA DI FORZA DELLE CINQUE CONFERENZE STAMPA NEI CINQUE CANALI TV CONTROLLATI DAL REHIME STESSO, CHE HANNO PRODOTTO IL MEGLIO DELLA FABBRICA DEL FANGO DEGLI ULTIMI TEMPI.
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MINISTERI A MILANO: PROVE TECNICHE DI SECESSIONE
CONTINUA STRISCIANTE L'INIZIATIVA DEL GRUPPO DIRIGENTE LEGHISTA VOLTA A REALIZZARE I PRESUPPOSTI DELLA SEPARAZIONE DEL NORD DAL RESTO DELL'ITALIA. IN QUESTO SENSO VA INTERPRETATA LA RICHIESTA DI SPOSTARE MINISTERI A MILANO, A PARTE LA SETE DI VAGHE PROEMSSE ELETTORALI CHE NON MIGLIORANO LA REALTA' QUOTIDIANA DEI CITTADINI.
IL SOVRACOSTO DI UNA STRUTTURA BUROCRATICA TRASFERITA A OTTOCENTO CHILOMETRI, CON TUTTI I PROBLEMI CHE COMPORTA, COSTERA' UNA VALANGA DI MILIONI DI EURO CHE NON HA NESSUN SENSO PARTICO SPENDERE, SALVO REALIZZARE UN CENTRO DI COMANDO CHE DOMANI POTRA' AGEVOLMENTE ESSERE CONTROLLATO DALLE MILIZIE PADANE -O RONDE DEL CAZZO, COME LE CHIAMANO- E DIVENIRE LA SEDE DEL TERRORE RIVOLUZIONARIO ALL'ATTO DEL SEPARATISMO. AVRANNO GIA' IN MANO LA RISCOSSIONE DELLE TASSE CON IL FINTO FEDERALISMO, E OCCUPERANNO I PROSSIMI DUE ANNI DI LEGISLATURA PER CREARSI LE TESTE DI COMANDO CHE ANCORA SERVONO LORO.
QUELLI CHE VEDONO GRIDANO ALLA CASSANDRA DI TURNO, PER NON VOLER FARE DUE+DUE. QUELLI DELLA STAMPA, POI, NON VEDONO.
IL SOVRACOSTO DI UNA STRUTTURA BUROCRATICA TRASFERITA A OTTOCENTO CHILOMETRI, CON TUTTI I PROBLEMI CHE COMPORTA, COSTERA' UNA VALANGA DI MILIONI DI EURO CHE NON HA NESSUN SENSO PARTICO SPENDERE, SALVO REALIZZARE UN CENTRO DI COMANDO CHE DOMANI POTRA' AGEVOLMENTE ESSERE CONTROLLATO DALLE MILIZIE PADANE -O RONDE DEL CAZZO, COME LE CHIAMANO- E DIVENIRE LA SEDE DEL TERRORE RIVOLUZIONARIO ALL'ATTO DEL SEPARATISMO. AVRANNO GIA' IN MANO LA RISCOSSIONE DELLE TASSE CON IL FINTO FEDERALISMO, E OCCUPERANNO I PROSSIMI DUE ANNI DI LEGISLATURA PER CREARSI LE TESTE DI COMANDO CHE ANCORA SERVONO LORO.
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BATNAN
L'ISTAT CERITFICA QUELLO CHE GLI ITALIANI SANNO DA MOLTO TEMPO... LA CRISI ECONOMICA CI HA RIPORTATO INDIETRO NEL TEMPO DI DIECI ANNI, CON UN PICCOLO PARTICOLARE PERO': CHE I SUPER RICCHI LO SONO SEMPRE DI PIU'! VOTATE LA MORATTI A MILANO. PISAPIA NON SARA' LA PANACEA DI TUTTI I MALI, PERO' E' CONFORTANTE CHE ANCORA D'ALEMA NON SI SIA VISTO IN GIRO!
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