QUESTION TIME IN PARLAMENTO SUL TEMA DELLA POVERTA', A DOMANDA IL GOVERNO RISPONDE.
IL FAMOSO SACCONI DI MERDA DICE CANDIDAMENTE CHE IL GOVERNO DEL PRESIDENTE DEL CONIGLIO PUNTA A CHE ASSOCIAZIONI CARITATEVOLI E PRIVATI BENEFATTORI SI OCCUPINO DEI POVERI CHE LORO NON NE HANNO ALCUNA VOGLIA.
SENTITO CON LE MIE ORECCHIE.
L'importante è che la morte ci colga vivi (Marcello Marchesi)
"L'importante è che la morte ci colga vivi" (Marcello Marchesi)
mercoledì 21 settembre 2011
ORE 15 SACCONI DI MERDA PUZZANO, I POVERI RINGRAZIANO
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DIMISSIONI DEL BERLUSKAZZ? POSSIBILI!
SERGIO ROMANO DALLE COLONNE DEL CORSERA AUSPICA LA FINE DEL GOVERNO BERLUSKAZZ PER LA PROSSIMA PRIMAVERA, CON UN DIVERSO CANDIDATO PREMIER PER IL CENTRODESTRA E, SE POSSIBILE, CON UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE!
LA MARCEGAGLIA SPOPOLA CON LA SUA RICHIESTA DI DIMISSIONI!
WOW! MA QUANTO SIAMO DOVUTI CADERE IN BASSO PERCHE' APRISSERO GLI OCCHI?
QUANTO SONO DOVUTI ANADRE SOTTO ALLA LORO CONVENIENZA PER ESPORSI COSI' CONTRO IL LEADER DEL REGIME PUBBLICITARIO?
MENTRE LE SUE TELEVISIONI CONTINUANO A DRENARE I SOLDI DEL MERCATO PUBBLICITARIO DROGATO DALLA LEGGE GASPARRI E USANDO GLI UTILI PER SOSTENERE FINANZIARIAMENTE IL LIDER MINIMO ANCHE IN QUESTO MOMENTO DI DISPERAZIONE...
NON DIMENTICATE L'ELENCO DEI SERVI DEL PADRONE CHE, ABIURANDO ALLA DEMOCRAZIA, HANNO RESO POSSIBILE LA REALIZZAZIONE DI QUESTO REGIME!
LA MARCEGAGLIA SPOPOLA CON LA SUA RICHIESTA DI DIMISSIONI!
WOW! MA QUANTO SIAMO DOVUTI CADERE IN BASSO PERCHE' APRISSERO GLI OCCHI?
QUANTO SONO DOVUTI ANADRE SOTTO ALLA LORO CONVENIENZA PER ESPORSI COSI' CONTRO IL LEADER DEL REGIME PUBBLICITARIO?
MENTRE LE SUE TELEVISIONI CONTINUANO A DRENARE I SOLDI DEL MERCATO PUBBLICITARIO DROGATO DALLA LEGGE GASPARRI E USANDO GLI UTILI PER SOSTENERE FINANZIARIAMENTE IL LIDER MINIMO ANCHE IN QUESTO MOMENTO DI DISPERAZIONE...
NON DIMENTICATE L'ELENCO DEI SERVI DEL PADRONE CHE, ABIURANDO ALLA DEMOCRAZIA, HANNO RESO POSSIBILE LA REALIZZAZIONE DI QUESTO REGIME!
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SI SALVI CHI PUO'. LA PADANIA PUO'?
NEL TITOLO DI PRIMA PAGINA DE LA PADANIA DI MERCOLEDI' 21 SETTEMBRE MANCA IL PUNTO INTERROGATIVO. LA SOLITA INSIPIENZA DELLA LEGA NORD CIARLA DI COSE CHE NON CONOSCE, NON CAPISCE, NON E' IN GRADO DI DISCUTERE.
IL FALLIMENTO DELLA GRECIA, METTIAMO PER IPOTESI, PROVOCA IL FALLIMENTO DELL'ITALIA. COME SI MANIFESTA IL FALLIMENTO ECONOMICO, IN PRIMIS? FALLISCONO LE BANCHE E VENGONO NAZIONALIZZATE. UNICREDIT E INTESA S. PAOLO, IL CUORE ECONOMICO DEL NORD FALLISCE... AL NORD! AL SUD NON PROVOCA CHE POCHI DANNI DI RIMBALZO.
LA LEGA RIESCE, SEMPRE PER IPOTESI DI CONSEGUENZA, A SEPARARE IL NORD ITALIA DAL RESTO DEL PAESE. CHIARAMENTE PORTANDOSI DIETRO LA GRAN PARTE DEI DEBITI, CHE PENSANO DI ESSERE PIU' FURBI E LASCIARE I GUAI A CHI VIVE SOTTO L'APPENNINO TOSCOEMILIANO?
SI SALVI CHI PUO'.
LA PADANIA NON PUO', NON ESISTE NEMMENO COME ESPRESSIONE GEOGRAFICA, COME AVREBBE DETTO METTERNICH.
IL NORD ITALIA NEMMENO, PERCHE' IL GRAN PESO DEL DEBITO RIMARREBBE COMUNQUE SULLE SUE SPALLE.
COMODO PRENDERSI GLI ONORI QUANDO ANDAVA TUTTO BENE, E SPERARE DI LASCIARE AGLI ALTRI GLI ONERI, QUANDO VA TUTTO MALE...
IL FALLIMENTO DELLA GRECIA, METTIAMO PER IPOTESI, PROVOCA IL FALLIMENTO DELL'ITALIA. COME SI MANIFESTA IL FALLIMENTO ECONOMICO, IN PRIMIS? FALLISCONO LE BANCHE E VENGONO NAZIONALIZZATE. UNICREDIT E INTESA S. PAOLO, IL CUORE ECONOMICO DEL NORD FALLISCE... AL NORD! AL SUD NON PROVOCA CHE POCHI DANNI DI RIMBALZO.
LA LEGA RIESCE, SEMPRE PER IPOTESI DI CONSEGUENZA, A SEPARARE IL NORD ITALIA DAL RESTO DEL PAESE. CHIARAMENTE PORTANDOSI DIETRO LA GRAN PARTE DEI DEBITI, CHE PENSANO DI ESSERE PIU' FURBI E LASCIARE I GUAI A CHI VIVE SOTTO L'APPENNINO TOSCOEMILIANO?
SI SALVI CHI PUO'.
LA PADANIA NON PUO', NON ESISTE NEMMENO COME ESPRESSIONE GEOGRAFICA, COME AVREBBE DETTO METTERNICH.
IL NORD ITALIA NEMMENO, PERCHE' IL GRAN PESO DEL DEBITO RIMARREBBE COMUNQUE SULLE SUE SPALLE.
COMODO PRENDERSI GLI ONORI QUANDO ANDAVA TUTTO BENE, E SPERARE DI LASCIARE AGLI ALTRI GLI ONERI, QUANDO VA TUTTO MALE...
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sabato 17 settembre 2011
FACCIAMO IL PARAGONE
GINGIN PARAGONE, IL NOIOSISSIMO INTERTAINER DELLA LEGA NORD, PROMOSSO SENZA MERITO - COME SEMPRE NEL CASO DEL CENTRODESTRA - DALLA NOTTE DEL VENERDI' AL PRIME TIME ESORDISCE CON UNO SHARE DEL 6,98% CHE E' UTILISSIMO PER LA VITTORIA AUDITEL DEL GIORNO DI MEDIASET.
IL BERLUSKAZZ PRENDE DUE PICCIONI CON UNA FAVA: FA FELICI GLI SCIOCCHI LEGHISTI E SI PRENDE LA VITTORIA PUBBLICITARIA METENDOGLI CONTRO COLORADO 14,07% DI SHARE E QUARTO GRADO DI SOTTILE CON 11,76% CHE RETEQUATTRO NON AVEVA COLLEZIONATO DA MOLTI ANNI!
OLTRETUTTO DPO AVER CACCIATO DAL VIDEO CHIUNQUE NON E' FEDELE ALLA LINEA, COME SUCCEDE IN TUTTI I REGIMI, E IL REGIME PUBBLICITARIO CERTAMENTE NON FA ECCEZIONE ALLA REGOLA.
IL BERLUSKAZZ PRENDE DUE PICCIONI CON UNA FAVA: FA FELICI GLI SCIOCCHI LEGHISTI E SI PRENDE LA VITTORIA PUBBLICITARIA METENDOGLI CONTRO COLORADO 14,07% DI SHARE E QUARTO GRADO DI SOTTILE CON 11,76% CHE RETEQUATTRO NON AVEVA COLLEZIONATO DA MOLTI ANNI!
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AUDIENCE TELEVISIVA del giovedi' 15 settembre
GIOVEDI' SENZA SANTORO, MA CON L'EX FORMIGLI SU LA7.
RAI UNO 23,36%
RAI DUE 7,90%
RAI TRE 5,07% 36,03%
CANALE 5 20,37%
ITALIA 1 9,32%
RETE 4 3,21% 32,90%
LA 7 7,48%
L'ASSENZA DI SANTORO (CHE AVREBBE FATTO OLTRE IL 20% SU RAI 2) SALVA LA AUDIENCE DEL GRUPPO MEDIASET. PROVA PROVATA CHE IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA RAI LAVORA PER IL NEMICO TELEVISIVO.
AZIONI DEL REGIME PUBBLICITARIO. NIENTE C'ENTRANO LE OPINIONI POLITICHE DI SANTORO O DEI SUOI OSPITI, E' SOLO UN PROBLEMA DI SALVAGUARDIA DELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA CHE E' LA LINFA VITALE DEL POTERE DEL BERLUSKAZZ.
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RAI TRE 5,07% 36,03%
CANALE 5 20,37%
ITALIA 1 9,32%
RETE 4 3,21% 32,90%
LA 7 7,48%
L'ASSENZA DI SANTORO (CHE AVREBBE FATTO OLTRE IL 20% SU RAI 2) SALVA LA AUDIENCE DEL GRUPPO MEDIASET. PROVA PROVATA CHE IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA RAI LAVORA PER IL NEMICO TELEVISIVO.
AZIONI DEL REGIME PUBBLICITARIO. NIENTE C'ENTRANO LE OPINIONI POLITICHE DI SANTORO O DEI SUOI OSPITI, E' SOLO UN PROBLEMA DI SALVAGUARDIA DELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA CHE E' LA LINFA VITALE DEL POTERE DEL BERLUSKAZZ.
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venerdì 16 settembre 2011
LA LIBIA E IL REGIME PUBBLICITARIO
GIA', DISTURBARE IL MANOVRATORE RACCONTANDO I SUOI FALLIMENTI POLITICI UNO DOPO L'ALTRO? MEGLIO CONCENTRARSI SU PAPPONI E PUTTANELLE, SU BISOGNOSI CHE NON TIRANO AVANTI CON 500.000,00 EURO L'ANNO, SU OTTANTENNI SERVI GIORNALISTI CHE SCROCCANO PERCENTUALI SU TUTTO E SU TUTTI.
L'INGRESSO NELLA LIBIA POST-GHEDDAFI DI CAMERON E DEL CONTROVERSO SARKOZY, ACCOLTI TRIONFALMENTE DAL NUOVO GOVERNO E' LA SCONFITTA DELLA POLITICA ESTERA (SE MAI NE HA AVUTA UNA) DEL GOVERNO BERLUSKAZZ.
IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO, L'UOMO CHE FUGGE DA TUTTI, DALLA MOGLIE, DAI QUESTION TIME IN PARLAMENTO E ORA PERFINO DA UN INTERROGATORIO DI MAGISTRATI CHE LO RITENGONO PARTE LESA
FUGE ANCHE DALLLE RESPONSABILITA' DI AVER SOTTRATTO AL NOSTRO PAESE UNA QUALSIASI FORMA DI COLLABORAZIONE E CONTROLLO DEL NOSTRO DIRIMPETTAIO MEDITERRANEO, A CUI DOBBIAMO GRAN PARTE DEL NOSTRO FABBISOGNO ENERGETICO.
CON LA'PPROSSIMARSI DELL'INVERNO CI STA ANCHE GETTANDO NELLE MANI DEL SUO SOCIO D'AFFARI PUTIN. DITTATOTI E COMUNISTI: BELLE ALLEANZE PER IL REGIME PUBBLICITARIO! CON LA CREMA DEL GIORNALISMO ITALICO CHE FA A GARA A GIRARE LO SGUARDO ALTROVE...
E IL SUO AMICO GHEDDAFI CHE CI MANDAVA IMMIGRATI CLANDESTINI PER DARE CLAMORE ALLE CAZZATE DELLA LEGA, UNA BELLA BANDA NON C'E' CHE DIRE!
L'INGRESSO NELLA LIBIA POST-GHEDDAFI DI CAMERON E DEL CONTROVERSO SARKOZY, ACCOLTI TRIONFALMENTE DAL NUOVO GOVERNO E' LA SCONFITTA DELLA POLITICA ESTERA (SE MAI NE HA AVUTA UNA) DEL GOVERNO BERLUSKAZZ.
IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO, L'UOMO CHE FUGGE DA TUTTI, DALLA MOGLIE, DAI QUESTION TIME IN PARLAMENTO E ORA PERFINO DA UN INTERROGATORIO DI MAGISTRATI CHE LO RITENGONO PARTE LESA
FUGE ANCHE DALLLE RESPONSABILITA' DI AVER SOTTRATTO AL NOSTRO PAESE UNA QUALSIASI FORMA DI COLLABORAZIONE E CONTROLLO DEL NOSTRO DIRIMPETTAIO MEDITERRANEO, A CUI DOBBIAMO GRAN PARTE DEL NOSTRO FABBISOGNO ENERGETICO.
CON LA'PPROSSIMARSI DELL'INVERNO CI STA ANCHE GETTANDO NELLE MANI DEL SUO SOCIO D'AFFARI PUTIN. DITTATOTI E COMUNISTI: BELLE ALLEANZE PER IL REGIME PUBBLICITARIO! CON LA CREMA DEL GIORNALISMO ITALICO CHE FA A GARA A GIRARE LO SGUARDO ALTROVE...
E IL SUO AMICO GHEDDAFI CHE CI MANDAVA IMMIGRATI CLANDESTINI PER DARE CLAMORE ALLE CAZZATE DELLA LEGA, UNA BELLA BANDA NON C'E' CHE DIRE!
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domenica 11 settembre 2011
UMBERTO VERONESI, OVVERO LA CADUTA DI UN DIO MINORE
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SE 15.000 TRILIONI DI BEQUEREL VI SEMBRAN POCHI...
Bugie, supponenza, ansia di far dimenticare alla gente gli avvenimenti successi. Tutto questo dietro una agenzia Ansa che alza di nuovo il lenzuolo sporco sul disastro di Fukushima. Infatti si legge che “il materiale radioattivo finito in mare dopo l'incidente sarebbe tre volte superiore alle stime della Tepco (la società sull’orlo del fallimento che gestisce l'impianto .- ndr), secondo quanto indicato da ricercatori giapponesi”. La società elettrica giapponese, in questo caso braccio armato della disinformazione governativa che tante proteste ha generato nella popolazione nipponica (compresa la caduta di un premier), aveva stimato che fra il 21 marzo e il 30 aprile scorsi sarebbero finiti nell'Oceano Pacifico la bellezza di 4.720 trilioni di becquerel di cesium-137 e di iodio-131. I ricercatori dell'Agenzia giapponese per l'energia atomica (Jaea) hanno corretto enormemente il tiro: si parla di 15.000 trilioni di becquerel che vagano per il mare. Per inciso, in quell’Oceano Pacifico che tra Giappone e USA è diventato la più grande discarica al mondo di plastica, grande come la Francia.I danni procurati dal disastro nucleare dei quattro reattori della prefettura di Miyagi sono ancora tutti da calcolare. Sempre sperando che, girovagando per il mare, questa massa radioattiva non arrivi sulle coste di qualche paese, addirittura che entri nel Mediterraneo. Assurdo? Dall’undici marzo 2011 è stata una continua corsa al massacro questo incedere di notizie sempre più disastrose, che non vogliamo mettere nulla nel campo delle assurdità. Assurdo è stato l’atteggiamento di chi voleva creare la seconda era nucleare italiana: a spese di milioni di persone, abbandonate, malate, senza tetto, stiamo facendo la verifica di quello che i reattori di terza generazione avrebbero potuto distruggere anche in Italia. Il nucleare è incontrollabile.
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giovedì 8 settembre 2011
CONTRAPPASSO PUBBLICTARIO IL CASO LACOSTE-BREIVIK
LACOSTE VITTIMA DELLA PUBBLICITA'! CHIEDE"CON DISCREZIONE" ALLA POLIZIA NORVEGESE DI COSTRINGERE L'ASSASSINO DI OSLO, ANDERS BREIVIK, DI NON COMPARIRE MAI PIU' IN PUBBLICO E IN TELEVISIONE NE' DI FARSI FOTOGRAFARE SFOGGIANDO LE MAGLIETTE CON IL LOGO DEL COCCODRILLO.
FASHION VICTIM?
LACRIME DI COCCODRILLO DI LACOSTE!
FASHION VICTIM?
LACRIME DI COCCODRILLO DI LACOSTE!
lunedì 5 settembre 2011
FINANZIAMENTO DEL REGIME PUBBLICITARIO
ERA DIVERSO TEMPO CHE NON GUARDAVO IL RULLO MATTUTINO DEL TG5 PRIMA DELLE OTTO. HO FATTO CASO CHE NEL GIRO DI 3 MINUTI SONO COMPARSE LE PUBBLICITA' DI TRE ENTI FIERA CHE ILLUSTRAVANO LE MANIFESTAZIONI IN ARRIVO: PARMA, BOLOGNA, MILANO.
ORA LE 3 FIERE SUDDETTE NON FANNO PUBBLICITA' NELLE ALTRE ORE DEL GIORNO, NE' SU ALTRI CANALI TELEVISIVI; DI SOLITO LA FANNO ESCLUSIVAMENTE SULLE RIVISTE SPECIALIZZATE DEI VARI SETTORI MERCEOLOGICI.
OGNI FIERA "PAGA" IN NATURA PUBBLICITARIA IL SUO OBOLO AL REGIME PUBBLICITARIO DEL BERLUSKAZZ E LO ALIMENTA. SI CONSERVANO COSI' I POSTI DI COMANDO NELLE SINGOLE AZIENDE FIERISTICHE E SI DA LINFA VITALE ALLA TELEVISIONE DEL PREMIER.
UN MODO PIU' ELEGANTE E INDESCRIVIBILE PER CHIAMARE LA TANGENTE.
PARMA COL SALONE DEL CAMPER
BOLOGNA COL SALONE DELLE LAMIERE
MILANO CON IL MACEF.
ORA LE 3 FIERE SUDDETTE NON FANNO PUBBLICITA' NELLE ALTRE ORE DEL GIORNO, NE' SU ALTRI CANALI TELEVISIVI; DI SOLITO LA FANNO ESCLUSIVAMENTE SULLE RIVISTE SPECIALIZZATE DEI VARI SETTORI MERCEOLOGICI.
OGNI FIERA "PAGA" IN NATURA PUBBLICITARIA IL SUO OBOLO AL REGIME PUBBLICITARIO DEL BERLUSKAZZ E LO ALIMENTA. SI CONSERVANO COSI' I POSTI DI COMANDO NELLE SINGOLE AZIENDE FIERISTICHE E SI DA LINFA VITALE ALLA TELEVISIONE DEL PREMIER.
UN MODO PIU' ELEGANTE E INDESCRIVIBILE PER CHIAMARE LA TANGENTE.
PARMA COL SALONE DEL CAMPER
BOLOGNA COL SALONE DELLE LAMIERE
MILANO CON IL MACEF.
domenica 4 settembre 2011
DOPO I SACCONI... PROFUMO... DI MERDA. CHE ABBIA RAGIONE IL BERLUSKAZZ?
QUESTO POST NON SI PUO' PUBBLICARE SU UN GIORNALE ONLINE... OGGETTO DI QUERELA FACILE FACILE! DOPO I SACCONI DI MERDA ORMAI BEN CONOSCIUTI, STA PER ARRIVARE IL PROFUMO... DI MERDA. FARSI SALVARE DA UN BANCHIERE: CHE SPERANZA PUO' AVERE IL POPOLO?
IL CIRCUITO POLITICO-BANCARIO-SINDACALE HA PORTATO L'ITALIA A MORDERSI LA CODA: NE CONSEGUE CHE LE BANCHE NAZIONALI SONO A RISCHIO FALLIMENTO PER AVERE TROPPI TITOLI DI STATO NEL LORO PORTAFOGLI, QUEL DEBITO SOVRANO PER IL QUALE NON ESISTE CRESCITA ECONOMICA CHE POSSA FAR PROGRAMMARE A UN GOVERNO SERIO UNA RESTITUZIONE DEL DEBITO.
IL PAGAMENTO DELLA PATRIMONIALE DA 400 MILIARDI PERMETTEREBBE ALLE BANCHE DI FARE ANCORA GROSSI UTILI DI CUI I POLITICI, GOVERNANDONE LE FONDAZIONI, SI POTREBBERO GIOAVRE PER CONTINUARE CON LE EROGAZIONI AD AUTOALIMENTARE IL LORO POTERE SUI CITTADINI, NEL BIPARTISANO SFRUTTAMENTO DELLE AREE GEOGRAFICHE
PER CUI LA SINISTRA CREDETEMI NON E' DIVERSA DALLA DESTRA.
L'IALIA UN PAESE DI MERDA? CHE ABBIA RAGIONE UNA TANTUM IL BERLUSKAZZ?
IL CIRCUITO POLITICO-BANCARIO-SINDACALE HA PORTATO L'ITALIA A MORDERSI LA CODA: NE CONSEGUE CHE LE BANCHE NAZIONALI SONO A RISCHIO FALLIMENTO PER AVERE TROPPI TITOLI DI STATO NEL LORO PORTAFOGLI, QUEL DEBITO SOVRANO PER IL QUALE NON ESISTE CRESCITA ECONOMICA CHE POSSA FAR PROGRAMMARE A UN GOVERNO SERIO UNA RESTITUZIONE DEL DEBITO.
IL PAGAMENTO DELLA PATRIMONIALE DA 400 MILIARDI PERMETTEREBBE ALLE BANCHE DI FARE ANCORA GROSSI UTILI DI CUI I POLITICI, GOVERNANDONE LE FONDAZIONI, SI POTREBBERO GIOAVRE PER CONTINUARE CON LE EROGAZIONI AD AUTOALIMENTARE IL LORO POTERE SUI CITTADINI, NEL BIPARTISANO SFRUTTAMENTO DELLE AREE GEOGRAFICHE
PER CUI LA SINISTRA CREDETEMI NON E' DIVERSA DALLA DESTRA.
L'IALIA UN PAESE DI MERDA? CHE ABBIA RAGIONE UNA TANTUM IL BERLUSKAZZ?
sabato 3 settembre 2011
IL NUCLEARE CHE DISTRUGGE LA CIVILTA'
Fukushima è la dimostrazione del fallimento totale del nucleare come elemento di sviluppo energetico e industriale. La Tepco, proprietaria dell’impianto, è un cadavere tecnicamente fallito che sta in piedi solo per fare il cane da guardia del governo nipponico alla struttura fatiscente e radioattiva dei reattori nucleari disastrati dal combinato terremoto/tsunami. Che soddisfazione ci sarà ad aver creato e ingrandito una simile compagnia? Che soddisfazione ci sarà nell’aver inseguito il dio denaro a tutti i costi, quando azionisti e dirigenza Tepco hanno ottenuto solo un pugno di mosche? Quale compiacimento nell’aver ucciso troppe persone e aver distrutto per moltissimi anni una parte importante del Giappone e averla desertificata? Non arriveranno nemmeno a potersi permettere i risarcimenti minimi necessari alle vittime per sopravvivere alla tragedia, e parlavano di sviluppo e benessere. In Italia, per convincere i cittadini ad appoggiare la seconda era nucleare nazionale, era stato usato l’argomento pregnante delle necessità energetiche del paese. A sentire i soloni del governo e i loro esperti era stato stimato che nel 2030 avremmo avuto tanta necessità di energia elettrica che solo con la costruzione di 4 centrali nucleari avremmo potuto affrontare il problema. Niente è valso, all’epoca, far notare che i consumi elettrici erano in diminuzione in Italia già dal 2008 (basta leggere i dati di mercato offerti da Terna, il gestore della rete elettrica nazionale), e quindi considerare che le stime erano piuttosto campate per aria. Ebbene la necessità del Giappone di far fronte allo stop di sicurezza ordinato per verificare la sicurezza di 54 centrali nucleari diminuendo i consumi elettrici di un paese consumista per antonomasia hanno dimostrato il contrario. Tokyo aveva lanciato una campagna per ridurre i consumi del 15% entro il mese di settembre, per evitare il blackout elettrico al paese. Oggi il governo annuncia che l’obiettivo è stato raggiunto con oltre un mese di anticipo sulla tabella. Segno che risparmiare si può, anzi che si possono evitare gli sprechi, che le cifre raccontate erano fasulle, correttamente orientate a sostenere una tesi non vera.
Terna aveva stimato, nel settembre 2005, che l’Italia avrebbe avuto un fabbisogno di energia elettrica nel 2010 di 378,2 TWh. Il consuntivo pubblicato nel 2010 dice che i consumi effettivi sono stati pari a 309,9 TWh. Più del 20% in meno. Nello stesso anno nel nostro paese è stata prodotta elettricità pari a 302,7 TWh. In riferimento alla capacità produttiva, l’Italia, sempre nel 2010, ha avuto mediamente un consumo netto istantaneo di 39,5 GW, con un picco di 56,4 GW. Di contro abbiamo una capacità di potenza istantanea di 106 GW, quindi siamo abbondantemente autosufficienti, considerato che il 14% dei consumi proviene da energia elettrica importata perché acquistata a un prezzo modico dai francesi, che altrimenti dovrebbero “buttare via”, visto che gli impianti nucleari NON si possono spegnere durante al notte e continuano a produrre energia elettrica. Referendum o no, le balle nucleari si sono sprecate a tutta forza per sostenere il confronto mediatico di chi voleva il nucleare contro i milioni di cittadini che lo hanno rifiutato. Tornando ai disastri nucleari, confermiamo che Ispra, l’agenzia governativa di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, non pubblica più da due mesi alcun rapporto sulla situazione della radioattività nel nostro paese. Ciò dovrebbe significare che l’emergenza che era in atto dall’ 11 marzo scorso non sono più necessari, visto anche che i valori espressi nel periodo erano assolutamente insignificanti e nella norma. LEXDC su www.ilcittadinoonline.it
Terna aveva stimato, nel settembre 2005, che l’Italia avrebbe avuto un fabbisogno di energia elettrica nel 2010 di 378,2 TWh. Il consuntivo pubblicato nel 2010 dice che i consumi effettivi sono stati pari a 309,9 TWh. Più del 20% in meno. Nello stesso anno nel nostro paese è stata prodotta elettricità pari a 302,7 TWh. In riferimento alla capacità produttiva, l’Italia, sempre nel 2010, ha avuto mediamente un consumo netto istantaneo di 39,5 GW, con un picco di 56,4 GW. Di contro abbiamo una capacità di potenza istantanea di 106 GW, quindi siamo abbondantemente autosufficienti, considerato che il 14% dei consumi proviene da energia elettrica importata perché acquistata a un prezzo modico dai francesi, che altrimenti dovrebbero “buttare via”, visto che gli impianti nucleari NON si possono spegnere durante al notte e continuano a produrre energia elettrica. Referendum o no, le balle nucleari si sono sprecate a tutta forza per sostenere il confronto mediatico di chi voleva il nucleare contro i milioni di cittadini che lo hanno rifiutato. Tornando ai disastri nucleari, confermiamo che Ispra, l’agenzia governativa di controllo per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, non pubblica più da due mesi alcun rapporto sulla situazione della radioattività nel nostro paese. Ciò dovrebbe significare che l’emergenza che era in atto dall’ 11 marzo scorso non sono più necessari, visto anche che i valori espressi nel periodo erano assolutamente insignificanti e nella norma. LEXDC su www.ilcittadinoonline.it
LA MOTOGP SCOPRE LA RADIOATTIVITA DI FUKUSHIMA
Spesso la verità si manifesta in piccole cose e spiega chiaramente le grandi situazioni. Motegi, Giappone: i piloti di MotoGP non vogliono andare lì a correre il gran premio di motociclismo che si dovrebbe disputare alla fine di settembre. Perché? E’ semplice: chi vorrebbe andare a 130 km dalla centrale nucleare di Fukushima, sapendo che la Tepco e il governo giapponese non hanno sottocontrollo la dispersione di radioattività nell’aria e nei cibi? Che non sono riusciti, a distanza di sei mesi dal disastro combinato terremoto/tsunami, a mettere in sicurezza l’impianto? Valentino Rossi capeggia il partito di quelli che vorrebbero la cancellazione del GP, ritenendo gratuitamente pericolosa l’esposizione di piloti e squadre alla radioattività. Che a dispetto delle fonti ufficiali è un pericolo concreto quanto invisibile. Già, pare assurdo che gente che sa bene di rischiare la vita ogni qualvolta si siede sui bolidi della MotoGP (e il 99,9% di noi su quelle moto non ci salirebbe mai per agonismo) trovi inaccettabile andare a Motegi e ritrovarsi esposta al rischio radiazioni. A quello dei terremoti, quasi non ci fanno più caso: in Giappone le scosse telluriche sono all’ordine del giorno. La Dorna, società organizzatrice del Circus motoristico, vorrebbe salvaguardare i contratti commerciali. La Honda, marca giapponese che con il pilota Casey Stoner ha il comando nella competizione, sta facendo pressioni sui propri piloti, ma la paura è enorme, e ciò spiega anche le preoccupazioni dei residenti dell’area di Fukushima Daichi e delle prefetture confinanti sulla salute dei cittadini e sul futuro incerto che li aspetta. Il gran premio si doveva svolgere nel mese di marzo, subito a ridosso della tragedia nucleare. Rinviato, non è stata studiata a sufficienza la possibilità di spostare l’evento nella pista di Suzuka, forse sperando che la situazione fosse sotto controllo come allora dichiaravano Tepco e Governo. Invece… Il terremoto di marzo ha provocato danni importanti anche a Naka, 100 km a nordest di Tokyo. Lì si stava sviluppando un programma nucleare energetico dal nome Iter,che punta a fare della fusione termonucleare una fonte energetica illimitata, senza produzione di scorie. I danni sono stati talmente grandi che il programma ha subito un rinvio che, vista la caduta del premier giapponese proprio sullo sviluppo dell’alternativa rinnovabile e lo stop delle 54 centrali esistenti, potrebbe rivelarsi mortale, considerati gli alti costi del progetto e le nuove difficoltà di finanziamento. Cattive notizie per i nostri nuclearisti vengono anche dalla Francia. Una impressionante catena di incidenti sta sconvolgendo la costruzione della centrale nucleare di Flamanville, quella con la tecnologia Epr che il governo Berlusconi indicava come “la più sicura del mondo”. L’autorità della sicurezza nucleare francese (Asn) ha aperto una serie di contestazioni al costruttore Edf sulla qualità del progetto, della tecnologia, perfino sui materiali usati, con buchi e fessure sul contenitore e sulla cupola dei reattori, ad esempio. E’ stata già messa in dubbio la capacità strutturale di sopportare un terremoto o un attentato terroristico come quello delle Torri Gemelle. Ciò sta comportando un aumento esponenziale delle spese di costruzione, che stanno lievitando senza fine, si parla già di lievitazione costi tripla rispetto al budget iniziale. Il referendum italiano sembra che sia, alla fine, una delle poche buone notizie dell’anno per il nostro Paese.
LEXDC SU www.ilcittadinonline.it
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lunedì 22 agosto 2011
MA CHI CAZZ SONO MARTINO E ALFANO?
I MORTI VIVENTI DEL NON-PARTITO COMBATTONO UNA GUERRA DI POLLAIO TRA DI LORO. ECCO L'EFFIMERO ANTONIO MARTINO, BUONO PER AVER DATO UAN PARVENZA IDEOLOGICA A FORZA ITALIA -CUI PER ALTRO GIA' LA CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI HA DIMOSTRATO INESISTENTE-:
L’ex ministro ha poi duramente attaccato il neo segretario del Popolo della Libertà, Angelino Alfano. “La sua idea del Pdl è una Dc aggiornata – ha detto -non è quello che serve. Secondo me serve una idea di partito che parta con un progetto, che metta insieme chi ci sta. Se per mettere insieme anime disparate si preparano pappette indigeribili, il Pdl non va da nessuna parte”.
I MORTI VIVENTI VORREBBERO FARCI CREDERE DI ESSERE STATI ELETTI DA UNA BASE CHE DA LORO CONSENSO. INVECE SONO IL PARTO IN PROVETTA DELLA LEGGE-PORCATA DI CALDEROLI.
SENZA IL BERLUSKAZZ CHE PAGA E ALIMENTA IL REGIME PUBBLICITARIO ESSI NON ESISTONO.
SEMPLICEMENTE MORTI VIVENTI. LA SMETTANO DI DISCUTERE, COSI' FAREMO PRIMA
L’ex ministro ha poi duramente attaccato il neo segretario del Popolo della Libertà, Angelino Alfano. “La sua idea del Pdl è una Dc aggiornata – ha detto -non è quello che serve. Secondo me serve una idea di partito che parta con un progetto, che metta insieme chi ci sta. Se per mettere insieme anime disparate si preparano pappette indigeribili, il Pdl non va da nessuna parte”.
I MORTI VIVENTI VORREBBERO FARCI CREDERE DI ESSERE STATI ELETTI DA UNA BASE CHE DA LORO CONSENSO. INVECE SONO IL PARTO IN PROVETTA DELLA LEGGE-PORCATA DI CALDEROLI.
SENZA IL BERLUSKAZZ CHE PAGA E ALIMENTA IL REGIME PUBBLICITARIO ESSI NON ESISTONO.
SEMPLICEMENTE MORTI VIVENTI. LA SMETTANO DI DISCUTERE, COSI' FAREMO PRIMA
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domenica 21 agosto 2011
APPROVATO IL PROGETTO DEL PONTE DI MESSINA, SIAMO ALLA FOLLIA
LEGGO E RIMANDO DA WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT L'ARTICOLO DI STEFANO CORRADINO SULLE NOVITA' RIGUARDANTI IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA:
Si narra che nel 250 a.C. per trasbordare 140 elefanti catturati ai cartaginesi, al console Lucio Cecilio Metello era venuto in mente di costruire un ponte che collegasse la Sicilia al continente. E che poi il progetto si fosse arenato per la paura che la faraonica struttura non reggesse il passaggio dei corpulenti pachidermi. Un paio di millenni più tardi ci si riprovò ma da subito gli ingegneri più avveduti sconsigliarono vivamente la costruzione di un’opera così monumentale per le impervie condizioni ambientali dello stretto, i fondali irregolari, le burrascose correnti, le raffiche di vento, l’elevata sismicità… Nel 1985 è Bettino Craxi ad annunciarne la prossima realizzazione. Un testimone che l’attuale presidente del Consiglio non poteva non raccogliere… E infatti pochi giorni fa la notizia ufficiale che, tuttavia, il premier Berlusconi ha preferito non sbandierare nel suo inconsistente intervento alla Camera e al Senato, forse per evitare polemiche: il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina è stato approvato. Con la viva e vibrante soddisfazione, per dirla con Crozza, dello stesso Silvio Berlusconi, di Gianni Letta, del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, e dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina e presidente dell’Anas Pietro Ciucci. Quello che sembrava uno spettro lontano prende orribilmente corpo: un ecomostro lungo oltre 3,5 chilometri sospeso a quattro cavi d’acciaio con due piloni posti sulle sponde. Per realizzarlo servono poco meno di 9 miliardi di euro, due in più di quelli precedentemente ipotizzati. Praticamente il costo di una Finanziaria, poco meno del fabbisogno delle principali banche italiane, un decimo del finanziamento dello Stato per il Servizio Sanitario Nazionale (già ampiamente ridotto). 9 miliardi di euro. Una parte ce li metteremo noi, dirottandoli da grandi arterie ferroviarie e stradali che avrebbero urgente bisogno di interventi ben più cospicui di quelli fin qui destinati, o che magari potevano essere utilizzati per la ricostruzione (mai iniziata) dell’Aquila. Un’altra ancora (circa 4 miliardi di euro) verrebbe raccolta sui mercati finanziari ma a nessuno sorge il dubbio che in questo momento di grave crisi dalle conseguenze incalcolabili possa essere un pò complicato racimolarli… La terza tranche verrebbe dall’Unione europea. Peccato che l’Ue sembra voler voltare le spalle all’inutile e pericolosa costruzione e che i fondi verranno convogliati sul “corridoio” Berlino-Palermo che è da anni bloccato a Napoli. Ora, ammesso e non concesso che Berlusconi troverà i fondi mancanti, sottraendone magari altri alla sanità, alla scuola pubblica o alla ricerca resta un banalissimo interrogativo: come la mettiamo con le frane a rotta di collo sul versante messinese e ancora peggiori sul fronte calabrese? E con la relazione di progetto in cui c’è scritto che quella è una delle zone a maggior rischio idrogeologico d’Italia? E con gli elevatissimi rischi sismici paventati da autorevoli geologi? E una volta completato dovremo testarlo con 140 elefanti prima di farlo attraversare da migliaia di camion e automobili? Perché dunque questa ostinazione nel voler realizzare un’opera così pericolosa e per niente redditizia dal momento che le grandi strutture di questo tipo, dal Golden Gate Bridge al Canale sotto la Manica sono tutte in perdita? Forse la risposta ce la fornisce il diplomatico americano J. Patrick Truhn, console generale a Napoli in cinque dispacci datati tra il 2008 e il 2009 e pubblicati da Wikileaks: “La mafia potrebbe essere tra i principali beneficiari della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina”… |
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mercoledì 17 agosto 2011
RADIAZIONI NUCLEARI: GIAPPONE INFORMATO, ITALIA NO
L’ultimo colpo al mito dell’efficienza nipponica viene proprio dal disastro di Fukushima. I dirigenti Tepco sono stati costretti ad ammettere che non era stata prevista, nel programma di emergenza della centrale nucleare, la possibilità che avvenissero nei reattori esplosioni di idrogeno e, dopo quella avvenuta il giorno seguente il terremoto/tsunami (12 marzo), aver trovato modo di impedirne altre “a causa degli alti livelli di radiazioni presso il sito”. Dilettanti allo sbaraglio. Tepco ormai è una azienda fallita, sotterrata da debiti e richieste di risarcimento a cui mai potrà ottemperare; viene tenuta in vita dal governo giapponese giusto per avere un referente sul territorio per gestire la catastrofe nucleare, i cui contorni si evidenziano di più ogni giorno che passa. Quale imprenditore vorrebbe una fine così ingloriosa per la sua società?
A 100 km da Fukushima si è scoperto che i fanghi dei depuratori cittadini di Aizuwakamatsu hanno una concentrazione di becquerel venti volte superiore al limite consentito dalla legge. La punta dell’iceberg cresce mano mano che passano i giorni, con tutto quello che nasconde sotto. Pare che siano ben 17 le prefetture del nord del Giappone ad avere il problema dei fanghi di depurazione che non si possono più smaltire con l’interramento, poiché raggiungono o sperano i valori di 8.000 bequerel/kg, limite di legge, e il Giappone ha esattamente il doppio degli abitanti dell’Italia in un territorio di pari grandezza. E i cittadini si stanno organizzando in comitati contro i siti prescelti per l’interramento.
Ora dovrebbero capire, i nuclearisti sorridenti del dopo disastro alla Chicco Testa o Oscar Giannino, la differenza tra un terremoto, o il disastro del Vajont, e un incidente nucleare. Kmq di città distrutte e molti morti, nei primi due casi. Ma il giorno dopo si ricomincia a vivere, a pensare, a progettare un futuro nonostante tutto. Con un cataclisma nucleare i sopravvissuti entrano nella spirale dell’agonia per molti decenni. Ci sarà solo fuga e disperazione, mentre i danni invisibili agiscono con il favore del tempo nel manifestare le atroci conseguenze: senza futuro e con un presente terribile. E un territorio che sarà per lungo tempo deserto per gli uomini. Intanto, in mezzo a continue scosse di terremoto e ai capricci delle piogge, il governatore di Hokkaido, Harumi Takahashi, ha approvato il riavvio di un reattore nucleare nella prefettura. Takahashi ha detto di non avere obiezioni sul piano del governo centrale per il riavvio delle centrali nucleari: la scelta è caduta sul reattore 3 di Tomari che avrebbe superato gli stress test all’europea dopo un controllo di routine. Problemi di energia per il Giappone, nel pieno di una crisi economica evidenziata dal disastro di Fukushima e in difficoltà energetica, visto che anche i piani già approvati sulle rinnovabili hanno bisogno di tempo per essere realizzati.
La televisione giapponese Nhk è molto più affidabile, come fonte d’informazione su Fukushima, del sito internet di Ispra. Il sito dell’autorità italiana per la sicurezza nucleare e per la radioprotezione, infatti, non aggiorna più le informazioni provenienti dal Giappone dal 22 luglio scorso. E dal 5 luglio non informa più sullo stato della radioprotezione in Italia e in Europa, come faceva prima. E non comunica nemmeno i dati raccolti nell’emisfero boreale americano, prima di noi interessati a futuri sviluppi degli eventi, mentre le preoccupazioni della Cina e della Corea si fanno ogni giorno più grandi. Che della radioprotezione abbiamo bisogno nel lungo periodo, è una cosa ormai acclarata, e lo sviluppo della problematica nel Sol Levante è un fatto indiscutibile. Speriamo che sia solo un problema di comunicazione al pubblico, ma che i dati da Ispra vengano ancora raccolti. Prima di abbassare la guardia, col nucleare, occorrono molti anni. Per le rassicurazioni di regime alla popolazione ignorante, pochi giorni di silenzio.
A 100 km da Fukushima si è scoperto che i fanghi dei depuratori cittadini di Aizuwakamatsu hanno una concentrazione di becquerel venti volte superiore al limite consentito dalla legge. La punta dell’iceberg cresce mano mano che passano i giorni, con tutto quello che nasconde sotto. Pare che siano ben 17 le prefetture del nord del Giappone ad avere il problema dei fanghi di depurazione che non si possono più smaltire con l’interramento, poiché raggiungono o sperano i valori di 8.000 bequerel/kg, limite di legge, e il Giappone ha esattamente il doppio degli abitanti dell’Italia in un territorio di pari grandezza. E i cittadini si stanno organizzando in comitati contro i siti prescelti per l’interramento.
Ora dovrebbero capire, i nuclearisti sorridenti del dopo disastro alla Chicco Testa o Oscar Giannino, la differenza tra un terremoto, o il disastro del Vajont, e un incidente nucleare. Kmq di città distrutte e molti morti, nei primi due casi. Ma il giorno dopo si ricomincia a vivere, a pensare, a progettare un futuro nonostante tutto. Con un cataclisma nucleare i sopravvissuti entrano nella spirale dell’agonia per molti decenni. Ci sarà solo fuga e disperazione, mentre i danni invisibili agiscono con il favore del tempo nel manifestare le atroci conseguenze: senza futuro e con un presente terribile. E un territorio che sarà per lungo tempo deserto per gli uomini. Intanto, in mezzo a continue scosse di terremoto e ai capricci delle piogge, il governatore di Hokkaido, Harumi Takahashi, ha approvato il riavvio di un reattore nucleare nella prefettura. Takahashi ha detto di non avere obiezioni sul piano del governo centrale per il riavvio delle centrali nucleari: la scelta è caduta sul reattore 3 di Tomari che avrebbe superato gli stress test all’europea dopo un controllo di routine. Problemi di energia per il Giappone, nel pieno di una crisi economica evidenziata dal disastro di Fukushima e in difficoltà energetica, visto che anche i piani già approvati sulle rinnovabili hanno bisogno di tempo per essere realizzati.
La televisione giapponese Nhk è molto più affidabile, come fonte d’informazione su Fukushima, del sito internet di Ispra. Il sito dell’autorità italiana per la sicurezza nucleare e per la radioprotezione, infatti, non aggiorna più le informazioni provenienti dal Giappone dal 22 luglio scorso. E dal 5 luglio non informa più sullo stato della radioprotezione in Italia e in Europa, come faceva prima. E non comunica nemmeno i dati raccolti nell’emisfero boreale americano, prima di noi interessati a futuri sviluppi degli eventi, mentre le preoccupazioni della Cina e della Corea si fanno ogni giorno più grandi. Che della radioprotezione abbiamo bisogno nel lungo periodo, è una cosa ormai acclarata, e lo sviluppo della problematica nel Sol Levante è un fatto indiscutibile. Speriamo che sia solo un problema di comunicazione al pubblico, ma che i dati da Ispra vengano ancora raccolti. Prima di abbassare la guardia, col nucleare, occorrono molti anni. Per le rassicurazioni di regime alla popolazione ignorante, pochi giorni di silenzio.
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TENEREZZA ISTITUZIONALE
LA MERKEL E SARKOZY IN CONFERENZA STAMPA, AL DI LA' DELLA DISCUTIBILITA' DELLE LORO OPINIONI, SEMBRAVANO DUE AUTENTICI CAPI DI STATO
IDEE, DOMANDE E RISPOSTE CON I GIORNALISTI, NIENTE PUTTANE NE' PUTTANIERI, NESSUNA TELEFONATA DALL'ITALIA DI CUI QUALCUNO SI SAREBBE VANTATO PER AVER DATO LORO CONSIGLI
NEPPURE UNA IMPROBABILE "LIASION DANGEREUSE" TRA I DUE, SOLO AFFARI E POLITICA.
DA NOI, IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO SI DEVE AFFANNARE PER TENERE BUONI GLI SCILIPOTI DI TURNO, MARTINO E CROSETTO.
BOSSI DOVREBBE ANDARE IN PRIGIONE PER AVER TIRATO DI NUOVO FUORI L'ARGOMENTO SECESSIONE, SE ANDARE IN PRIGIONE FOSSE UNA COSA SERIA.
RARI MOMENTO DI TENEREZZA ISTITUZIONALE.
IDEE, DOMANDE E RISPOSTE CON I GIORNALISTI, NIENTE PUTTANE NE' PUTTANIERI, NESSUNA TELEFONATA DALL'ITALIA DI CUI QUALCUNO SI SAREBBE VANTATO PER AVER DATO LORO CONSIGLI
NEPPURE UNA IMPROBABILE "LIASION DANGEREUSE" TRA I DUE, SOLO AFFARI E POLITICA.
DA NOI, IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO SI DEVE AFFANNARE PER TENERE BUONI GLI SCILIPOTI DI TURNO, MARTINO E CROSETTO.
BOSSI DOVREBBE ANDARE IN PRIGIONE PER AVER TIRATO DI NUOVO FUORI L'ARGOMENTO SECESSIONE, SE ANDARE IN PRIGIONE FOSSE UNA COSA SERIA.
RARI MOMENTO DI TENEREZZA ISTITUZIONALE.
domenica 14 agosto 2011
SUPERCIUK TREMONTI ALLA RISCOSSA, ECCO IL SUPEREROE CHE RUBA AI POVERI PER DONARE AI RICCHI
SUPERCIUK TREMONTI VA ALL'ATTACCO, DOPO SETTIMANE DI TRISTE DIFESA E SILENZIO IMBARAZZATO: "LA CRISI NON ERA PREVEDIBILE. SCRIVERO' UN LIBRO". STIAMO PARLANDO DELLA STESSA PERSONA CHE IN COBUTTA CON IL SUO SODALE, IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO BERLUSKAZZ, NEGAVA PERFINO, A TRATTI, L'ESISTENZA DI UNA CRISI E PONTIFICAVA CON SUFFICIENZA E ARROGANZA SUL MERCATO RIBASSISTA?
HA CERCATO DI VENDERE L'APPROVAZIONE DELLA MERKEL SULLA MANOVRA DI LUGLIO, CHE ERA APPARSA INSUFFICIENTE PERFINO PRIMA DELLA RIAPERTURA DEI MERCATI. MA LA MERKEL AVEVA DICHIARATO:
"Trovo assolutamente buono il programma di risparmi", ha affermato il cancelliere tedesco, aggiungendo tuttavia che "il debito italiano non è proprio basso e la strada da percorrere per l'Italia sarà ancora lunga, ma la misura ferma e decisiva che è stata presa ha fatto bene all'Italia".
LA STRADA DA PERCORRERE SARA' ANCORA LUNGA. SUPERCIUK TREMONTI SI IMPAPPINA NEI DETTAGLI...
IL GRANDE ECONOMISTA SI E' RIVELATO UN CIALTRONE COMMERCIALISTA PRESUNTUOSO.
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI!
HA CERCATO DI VENDERE L'APPROVAZIONE DELLA MERKEL SULLA MANOVRA DI LUGLIO, CHE ERA APPARSA INSUFFICIENTE PERFINO PRIMA DELLA RIAPERTURA DEI MERCATI. MA LA MERKEL AVEVA DICHIARATO:
"Trovo assolutamente buono il programma di risparmi", ha affermato il cancelliere tedesco, aggiungendo tuttavia che "il debito italiano non è proprio basso e la strada da percorrere per l'Italia sarà ancora lunga, ma la misura ferma e decisiva che è stata presa ha fatto bene all'Italia".
LA STRADA DA PERCORRERE SARA' ANCORA LUNGA. SUPERCIUK TREMONTI SI IMPAPPINA NEI DETTAGLI...
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MA DEL REGALO AL BERLUSKAZZ DEL BEAUTY CONTEST NON SI PARLA MAI
Digitale terrestre. Si avvicina l’ora della Toscana. Qualcuno dice a rilento, nonostante l’anticipo di sei mesi, si sta realizzando il calendario dello switch off, il passaggio alla nuova televisione, con una novità: la settimana prossima il Ministero dello Sviluppo pubblicherà i bandi per le frequenze da assegnare a Liguria, Toscana con la provincia di Viterbo, Umbria e Marche, le ultime regioni che quest’anno passeranno al digitale terrestre, mentre entro il giugno prossimo toccherà ad Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Fioccano le polemiche, naturalmente. Nelle regioni ormai digitalizzate la qualità del segnale è piuttosto scadente, specialmente in caso di maltempo. Ampi zone montane sono escluse, al governo lo sapevano ma sono andati avanti lo stesso, per le caratteristiche fisiche di trasmissione del segnale digitale, che non supera gli ostacoli. Hanno rimediato col satellite, così in montagna hanno due decoder perché Rai e Mediaset hanno costituito un sistema separato da Sky. Ma per salvare la Rete 4 di Berlusconi dalle multe dell’Europa e dalle sentenze dei tribunali e conservare l’oligopolio televisivo tutto andava bene. Le emittenti piccole, con poca capacità di investire in tecnologia, saranno costrette a un ulteriore ridimensionamento, se non a scomparire: il digitale in situazione di disturbo semplicemente non funziona E così la trasformazione tecnologica dall’analogico al digitale dell’Italia verrà ricordata come un caso clamoroso di sprechi pubblici e rafforzamento dell’oligopolio, guidata da un formalmente ex dipendente Mediaset, il ministro Romani. Che non si è fatto scrupolo, attraverso complicati regolamenti, di mettere i bastoni nelle ruote dei competitor alternativi sulla numerazione dei canali e sulle autorizzazioni ai fornitori di contenuti digitali, creando di fatto un vantaggio per le due principali aziende nazionali nel silenzio interessato di Telecom Italia Media. Già. Il settore della televisione in Italia è sempre stato un Far West. Fin dai tempi in cui Bettino Craxi (20 ottobre 1984) rientrò precipitosamente da una visita di Stato a Londra per fare di sabato mattina un decreto legge per salvare le trasmissioni Fininvest dall’oscuramento ordinato dai pretori per le violazioni della legge fatte da Berlusconi. Il passaggio al digitale terrestre lascia libere le frequenze su cui trasmetteva il segnale analogico. Queste frequenze vanno all’asta: compagnie televisive e telefoniche sono interessate. Queste ultime pagheranno allo Stato per il diritto di occuparle per i prossimi 20 anni una cifra compresa tra 2,4 e 3,1 miliardi di euro, ossigeno per il deficit italiano, mediante un asta a rilancio. Mentre le compagnie televisive, attraverso un sofisticato meccanismo “truffaldino” chiamato beauty contest, che elimina l’asta e il pagamento di denaro, le riceveranno gratis. Per il Presidente del Consiglio un regalo da 2 miliardi di euro. Ecco perché fino al 6 settembre, termine ultimo per la presentazione delle offerte è sicuro che non si possa parlare assolutamente di un ricambio politico in Italia: Paolo Romani deve portare a casa il prezioso cadeau che consentirà in futuro a Mediaset di continuare a fare il bello e cattivo tempo sull’etere, come confermato dalla legge Gasparri del 2006 che di tutto si occupò tranne che del pluralismo dell’informazione e del libero mercato. Gratis saranno le frequenze anche per Rai e TIMedia, che infatti ben si guardano da informare sull’argomento il pubblico. Una perdita per l’erario di almeno 3 miliardi con la benedizione del garante, l’Agcom. A noi rimane solo di pagare gli abbonamenti premium per i campionati di calcio, salvo incavolature se il segnale non arriverà. Il conto della manovra economica prossima ventura sarà caricato anche dei mancati introiti delle frequenze regalate alle televisioni, probabilmente a pagare ci siamo ormai rassegnati.
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IL PRESIDENTE DEL CONIGLIO COME FONZIE, E FA PURE LA MANOVRA!
Consiglio dei Ministri per rispondere alla crisi dei mercati finanziari. Un effetto diretto della manovra economica ci riguarda strettamente da vicino; le province sotto i 300.000 abitanti saranno accorpate, quindi anche Siena capoluogo di provincia, con buona pace del presidente Bezzini, sparirà. All’inizio di luglio l’astensione del PD alla Camera aveva negato la vittoria alla proposta di legge dell’IDV in votazione, nel giro di un mese la speculazione di borsa è riuscita ad ottenere un risultato clamoroso. Senza danni per la cittadinanza: qualcuno è mai andato in Provincia per qualche pratica? Il futuro, ormai segnato, è negli Ato, la nuova parola magica che definisce un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati. La Toscana è già divisa territorialmente in Ato, e Siena, insieme alle province di Arezzo e Grosseto, siamo inseriti nell’Area vasta Toscana Sud che ha avuto il battesimo lo scorso 19 aprile in quel di Petriolo. Quasi un peccato che due dei tre protagonisti di allora, i presidenti Bezzini (Siena), Vasai (Arezzo) e Marras (Grosseto), rimarranno senza poltrona. Torniamo a Roma. La conferenza stampa del governo, dopo il Consiglio delle ore 19, assomiglia, se ci passate il paragone, a una puntata della sit-com “Sos Tata” con la Bce a fare la parte della tata che impone nuove regole giuste, ma severe mal accettate, Berlusconi a fare il genitore che, negando ogni responsabilità e gridando al fato avverso, deve cambiare atteggiamento col figlio discolo, impersonato da SUPERCIUK Giulio Tremonti. Che si trova, a sua volta, a dover raccontarci cosa la Tata gli ha ordinato di fare. In ogni caso, dovremo aspettare domani i dettagli della manovra economica da 20+25,5 miliardi di euro in due anni per poter sapere esattamente come colpiranno ogni singolo cittadino su assegni familiari, diritto all’asilo, tasse. Poi lunedì sarà la volta dei mercati finanziari rispondere sul campo, valutato l’impatto totale della manovra che dovrà riportare il pareggio di bilancio nel 2013, migliorando o meno l’affidabilità dell’Italia.In giornata Banca d’Italia ci aveva puntualmente informato che il debito pubblico aveva sfondato il muro dei 1.900 miliardi di euro, Draghi sta per partire alla Bce e non si lascia nulla al caso. La performance del Presidente del Coniglio è stata abbastanza sottotono, senza quei lampi di spirito per cui è stato famoso, e ha ammesso che “le imposizioni metteranno le mani nelle tasche degli italiani”, senza pronunciare la fatidica parola TASSE come un qualsiasi Fonzie che non riusciva a dire ”ho sbagliato” in nessuna puntata di Happy Days. In cantiere ci sono tagli alle amministrazioni locali per cui sapremo nei prossimi giorni quante altre linee di bus ci verranno tagliate più di quanto fatto finora.
IL REGIME PUBBLICITARIO SEMBRA AVERE I GIORNI CONTATI.
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